Il Marocco ha bloccato centinaia di migranti che nella giornata di sabato 15 agosto hanno tentato di raggiungere il confine con Ceuta, l’exclave spagnola sulla costa nordafricana. Le autorità marocchine avevano rafforzato in modo massiccio il dispositivo di sicurezza dopo che sui social erano circolati nuovi appelli a raggiungere in massa il territorio spagnolo.
Il temuto assalto alla frontiera alla fine non si è verificato. Centinaia di persone, in prevalenza migranti provenienti dall’Africa subsahariana, si erano però radunate sulle colline alle spalle di Fnideq, conosciuta in spagnolo come Castillejos, a pochi chilometri da Ceuta. Le forze dell’ordine marocchine sono intervenute prima che riuscissero ad avvicinarsi al confine.
Secondo le informazioni raccolte dalla stampa spagnola, 294 persone sono state fermate durante l’operazione. Non risultano nuovi attraversamenti irregolari né a Ceuta né a Melilla.
Cariche e gas lacrimogeni contro i migranti
La giornata è stata caratterizzata da diversi momenti di tensione. Gli agenti marocchini hanno utilizzato cariche, manganelli e gas lacrimogeni per disperdere i gruppi che tentavano di avanzare verso il confine. Una parte dei migranti è stata circondata dalle forze di sicurezza nei pressi di Fnideq e successivamente allontanata dalla zona anche attraverso autobus.
Non sono stati segnalati feriti. Il massiccio schieramento marocchino comprendeva reparti antisommossa e un sistema di sorveglianza rafforzato anche attraverso mezzi aerei. L’obiettivo era evitare che si ripetesse quanto avvenuto alla fine di luglio, quando la frontiera era stata travolta da una massiccia ondata di ingressi irregolari.
Anche sul versante spagnolo il livello di allerta rimane elevato. A Ceuta sono stati mobilitati migliaia di uomini tra Polizia nazionale, Guardia Civil ed esercito, mentre proseguono le operazioni per gestire le persone rimaste nella città autonoma dopo la precedente crisi.
Espulsi da Fnideq i giornalisti di Efe e Tve
Alla crisi migratoria si è aggiunto anche un caso diplomatico legato alla libertà di stampa. Le autorità marocchine hanno ordinato ai giornalisti dell’agenzia spagnola Efe e dell’emittente pubblica Tve di lasciare Fnideq mentre stavano documentando le operazioni contro i migranti.
Ai reporter non sono state fornite spiegazioni ufficiali. Secondo quanto denunciato dai media spagnoli, le autorità avrebbero inoltre minacciato il ritiro degli accrediti e la confisca delle attrezzature in caso di mancato rispetto dell’ordine.
Il governo spagnolo ha fatto sapere di essere in contatto con Rabat per cercare una soluzione, mentre Efe e Rtve hanno protestato contro il provvedimento, considerandolo una limitazione del diritto all’informazione e della libertà di stampa.
A Ceuta resta l’emergenza dei migranti e dei minori
Il mancato nuovo ingresso non chiude la crisi. Migliaia di migranti si trovano ancora a Ceuta, mentre le strutture di accoglienza continuano a essere sottoposte a una pressione eccezionale. Particolarmente delicata resta la situazione dei minori stranieri non accompagnati.
Le autorità spagnole stanno lavorando all’identificazione delle persone presenti nell’exclave e alla valutazione individuale delle loro posizioni. Per i minori le procedure sono ancora più complesse, perché qualsiasi eventuale rimpatrio richiede specifiche garanzie e verifiche sulla situazione familiare.
La frontiera resta quindi sotto stretta sorveglianza. Il dispositivo messo in campo dal Marocco ha impedito che gli appelli circolati sui social producessero una nuova entrata di massa, ma la pressione migratoria intorno a Ceuta e la crisi umanitaria all’interno dell’exclave rimangono tutt’altro che risolte.
