Nuovo scontro tra Donald Trump e la stampa americana. Questa volta nel mirino del presidente degli Stati Uniti è finita Kristen Holmes, senior White House correspondent della Cnn, attaccata durante un incontro con i giornalisti nello Studio Ovale e successivamente anche dagli account social dell’amministrazione. La reazione dell’emittente è stata netta: la rete ha difeso la propria giornalista e definito gli attacchi personali “indegni” della carica presidenziale.
Lo scontro nello Studio Ovale
L’episodio è avvenuto lunedì 17 agosto, durante un evento alla Casa Bianca organizzato per rendere omaggio a un giovane bagnino che aveva salvato un bambino. Trump ha aperto l’incontro alle domande dei cronisti e il clima si è rapidamente acceso.
Holmes ha inizialmente chiesto al presidente di rispondere alle dichiarazioni del senatore democratico della Georgia Jon Ossoff, che durante un comizio aveva accusato Trump di privilegiare interessi e comodità personali rispetto ai doveri istituzionali, facendo riferimento anche alla sua assistente esecutiva Natalie Harp. Il presidente ha evitato di entrare nel merito delle accuse e ha reagito deridendo Ossoff.
La tensione è aumentata poco dopo, quando Holmes ha provato a interrogare Trump sulla Corea del Nord e sui rapporti con Kim Jong Un, nel contesto delle esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud. Il presidente l’ha interrotta ripetutamente, intimandole di fare silenzio e accusandola di essere «molto irrispettosa». Trump ha poi definito la reporter una persona «rumorosa e turbolenta» e ha nuovamente accusato la Cnn di diffondere “fake news”.
La Casa Bianca attacca Holmes e cita i suoi figli
Lo scontro non si è fermato nello Studio Ovale. L’account social Rapid Response 47, legato alla comunicazione della Casa Bianca, ha pubblicato un video della domanda di Holmes accompagnandolo da un attacco diretto alla giornalista.
Il messaggio sosteneva che, un giorno, i figli della reporter avrebbero visto quella domanda e ne sarebbero rimasti disgustati. In un altro intervento, l’account ha accusato Holmes di aver sfruttato un evento dedicato al giovane bagnino per rivolgere a Trump un «colpo basso» riguardante una componente del suo staff, utilizzando poi espressioni fortemente offensive contro i giornalisti coinvolti.
Anche altri esponenti della comunicazione presidenziale hanno reagito alle dichiarazioni di Ossoff. Il direttore della comunicazione Steven Cheung ha attaccato personalmente il senatore democratico, mentre il portavoce Davis Ingle ha utilizzato espressioni denigratorie nei suoi confronti.
La Cnn difende Kristen Holmes
La Cnn ha risposto con una nota pubblica schierandosi al fianco della propria corrispondente. “Sosteniamo pienamente Kristen e respingiamo questi attacchi con la massima fermezza”, ha dichiarato l’emittente, sottolineando che Holmes aveva posto domande legittime nell’esercizio del proprio lavoro.
La rete ha ricordato che i funzionari pubblici possono contestare le ricostruzioni giornalistiche o rispondere alle domande con cui non concordano, ma ha giudicato gli attacchi personali contro una reporter «indegni della carica» e incompatibili con i principi di una stampa libera. Anche diversi volti della Cnn hanno pubblicamente espresso solidarietà a Holmes.
L’episodio riapre così il confronto sul rapporto sempre più conflittuale tra Trump e i media, caratterizzato anche nel secondo mandato da frequenti attacchi personali ai giornalisti durante conferenze stampa, incontri pubblici e interventi sui social.
