La Contessa Carla Rizzardi è stata svegliata e minacciata con un coltello nella sua casa a Palù, poco dopo le tre del mattino, in quella che i familiari definiscono una rapina a Palù. L’autore è entrato prima nell’abitazione dell’ex sindaco Francesco Farina, ha preso oggetti di piccola dimensione e poi ha raggiunto la villa padronale, la villa Maffei Rizzardi, dove si trovava la donna.
La dinamica della rapina
Secondo la ricostruzione fornita da L’Arena, il ladro ha forzato una porta sul retro dell’abitazione di Farina e si è mosso indisturbato nella barchessa adiacente alla villa. «Per entrare, l’autore del furto ha forzato una porta che si trova sul retro dell’edificio», spiega il proprietario, che ritiene plausibile l’ipotesi di una sola persona in base agli oggetti sottratti.
Dopo aver rovistato nelle stanze al piano terra senza trovare cose di valore, il malvivente è salito al primo piano e ha sorpreso la contessa nel suo alloggio estivo. Impugnando un coltello da cucina preso in casa Farina, lo ha puntato alla gola della donna e le ha chiesto soldi, costringendola a consegnare le banconote che aveva nel borsellino.
Il bottino e la fuga
Oltre al denaro, il rapinatore ha trovato un cofanetto con gioielli che la contessa aveva portato con sé e lo ha portato via insieme ad altri oggetti. Dalla casa di Farina erano spariti anche ori, orologi e alcune pistole. Sul posto i familiari hanno trovato due collane di perle lasciate dal rapinatore.
La contessa ha raccontato: «Stavo dormendo quando ho sentito aprirsi la porta e ho visto entrare una persona con una torcia accesa in mano. Pensavo che fosse mia figlia…». Di fronte alla minaccia, la donna ha consegnato ciò che aveva e il ladro è poi fuggito facendo perdere le proprie tracce.
Testimonianze e reazioni dopo la rapina
I parenti hanno riferito che l’episodio «fa pensare che si trattasse di uno zingaro», citando una credenza legata al valore simbolico delle perle. La contessa ha definito la vicenda «assurda», aggiungendo che i preziosi «facevano parte della storia della mia famiglia» e che il dolore maggiore è la perdita dei ricordi legati a quegli oggetti.
Il nipote e proprietario della casa, Francesco Farina, ha commentato l’accaduto sottolineando la necessità di tutele per la proprietà privata e invocando misure più incisive per la sicurezza. Le parole di Farina sono state riportate come presa di posizione sulle difficoltà che la famiglia ha vissuto in seguito alla rapina.
Indagini
I carabinieri di Zevio sono intervenuti dopo la chiamata dei familiari e hanno avviato gli accertamenti: hanno raccolto la denuncia della contessa e il sopralluogo nelle due abitazioni contigue. Nonostante l’intervento tempestivo, il rapinatore si era già allontanato.
Il valore complessivo del bottino è stimato in circa tra i 50 e i 60mila euro, comprendente gioielli e contanti. Le forze dell’ordine proseguono le indagini per cercare elementi utili all’identificazione e al recupero degli oggetti sottratti.
