L’Iran mette una taglia da 30mila dollari sui soldati americani. Ad annunciarla è stato il comandante in capo dell’esercito iraniano, Amir Hatami, secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Fars e rilanciato dall’Ansa.
“Qualunque forza iraniana riuscirà a catturare o uccidere un aggressore americano riceverà una ricompensa di 30mila dollari”, ha dichiarato Hatami domenica 16 agosto. Secondo i media iraniani, il comandante ha precisato che il premio sarà assegnato “con la partecipazione del popolo” e destinato a chi riuscirà a catturare o uccidere un militare statunitense considerato parte delle forze di aggressione.
La dichiarazione del comandante iraniano
L’annuncio rappresenta un nuovo passaggio nella durissima contrapposizione tra Iran e Stati Uniti. Hatami ha pronunciato le parole durante una cerimonia dedicata alla Giornata del giornalista, utilizzando esplicitamente il termine “aggressore” per riferirsi alle forze americane.
La cifra indicata è di 30mila dollari per ogni militare americano catturato o ucciso. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulle modalità con cui dovrebbe essere riconosciuta la ricompensa né sulla sua effettiva applicazione sul terreno.
La dichiarazione arriva in un contesto già segnato da una forte escalation militare. Nel corso del 2026 lo scontro tra Washington e Teheran ha superato la dimensione delle tensioni diplomatiche e delle operazioni condotte attraverso alleati e milizie regionali, trasformandosi in un confronto diretto tra le due potenze.
La tensione tra Iran e Stati Uniti
Il nuovo messaggio di Teheran punta anche a incentivare la cattura di personale statunitense e rafforza la retorica iraniana contro la presenza militare americana. Già nei mesi scorsi, durante le operazioni militari sul territorio iraniano, erano circolate offerte di ricompense legate alla cattura di militari Usa.
L’annuncio di Hatami assume però un peso particolare perché arriva direttamente dal vertice dell’esercito regolare iraniano e non da gruppi armati o canali non ufficiali.
Resta ora da vedere quale sarà la risposta di Washington. La dichiarazione potrebbe alimentare ulteriormente le tensioni e aumentare i rischi per i militari americani impegnati nella regione, in una fase in cui qualsiasi nuovo incidente potrebbe provocare
