l 30 luglio oltre 70mila aspiranti migranti si sono riversati verso Ceuta e quasi cento persone sono morte durante i tentativi di attraversamento. Dietro questa crisi, c’è anche un cortocircuito informativo che preoccupa l’Ue: l’annuncio delle frontiere aperte che è rimabalzato tra Tik Tok, Facebook, WhatsApp e Telegram. Ora sui social stanno circolando nuovi appelli per una possibile mobilitazione il 15 agosto.
L’Unione europea ha raggiunto un accordo con Meta e TikTok per rafforzare la verifica dei contenuti che riguardano gli attraversamenti verso l’enclave spagnola. L’obiettivo è soprattutto quello di impedire che informazioni false o manipolate possano essere utilizzate dalle reti di trafficanti per convincere altre persone a mettersi in viaggio.
Crisi di Ceuta, come i video virali hanno alimentato le partenze
A mostrare quanto velocemente possa cambiare il significato di un contenuto è stato un video pubblicato due giorni prima degli attraversamenti da El Faro de Ceuta. Nel filmato comparivano due giovani donne che camminavano per la città con una muta da sub e i capelli ancora bagnati. Il giornale aveva utilizzato quelle immagini per raccontare la pressione migratoria sull’enclave.
Una volta superato il confine digitale con il Marocco, però, il video ha iniziato a raccontare un’altra storia. Ritagliato, ripubblicato e accompagnato da testi in arabo, mostrava le due donne sorridere, fare il segno della pace e camminare liberamente per Ceuta. Per alcuni utenti è diventato così la dimostrazione che attraversare il confine fosse possibile e relativamente semplice.
Quelle immagini si sono sovrapposte a un’altra informazione che circolava già online: una recente sentenza della Corte suprema spagnola sarebbe stata presentata come una sorta di via libera alla permanenza in Spagna per chi fosse riuscito ad arrivare via mare.
La decisione dei giudici diceva però altro: chi viene intercettato in mare non può essere respinto automaticamente senza seguire le procedure previste dalla legge. Questo non significa che non possa essere successivamente espulso. La differenza giuridica, sui social, si è progressivamente persa fino a trasformarsi nella convinzione che il confine fosse sostanzialmente aperto.
Su questa confusione avrebbero fatto leva anche gruppi riconducibili al traffico di esseri umani, diffondendo indicazioni e false promesse attraverso Facebook e WhatsApp.
Crisi di Ceuta, cosa faranno Meta e TikTok
Dopo quanto accaduto, Bruxelles ha aperto un confronto diretto con le due piattaforme. La vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, ha annunciato che Meta e TikTok hanno attivato i propri protocolli di crisi e creato un meccanismo specifico di collaborazione con le organizzazioni di fact-checking.
L’accordo prevede che i contenuti relativi agli attraversamenti verso Ceuta possano essere segnalati e analizzati più rapidamente. Al confronto hanno partecipato anche l’organizzazione spagnola Maldita.es e la rete europea che riunisce i fact-checker.
Le piattaforme si sono inoltre impegnate a vietare i contenuti legati al traffico di migranti. C’è però una distinzione importante: la Commissione europea non ordina direttamente a Meta o TikTok di cancellare i post. Come precisato da un portavoce dell’esecutivo comunitario, le società possono decidere volontariamente di bloccare determinati contenuti o ridurne la visibilità.
Bruxelles mantiene quindi aperto il confronto con le aziende, chiedendo loro di intervenire quando la circolazione di informazioni false rischia di tradursi in conseguenze concrete. La Commissione ed Europol, secondo Reuters, stanno discutendo quotidianamente della situazione con Meta e TikTok.
Il timore di un nuovo attraversamento il 15 agosto
L’urgenza nasce soprattutto da quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni. Su social network e gruppi di messaggistica stanno infatti circolando nuovi contenuti che indicano il 15 agosto come data per un altro tentativo di attraversamento collettivo. L’allarme sarebbe stato raccolto anche dai servizi di intelligence spagnoli.
Giovedì 13 agosto Bruxelles discuterà con gli esperti digitali dei Ventisette se utilizzare anche altri strumenti previsti dal Digital Services Act, il regolamento europeo che disciplina le responsabilità delle grandi piattaforme online.
Ceuta, insieme a Melilla, rappresenta uno dei due soli confini terrestri tra l’Unione europea e il continente africano e negli anni è stata più volte al centro di tentativi di attraversamento di massa.
Questa volta, però, la crisi si gioca anche sugli schermi degli smartphone. Un’immagine fuori contesto, una sentenza semplificata e qualche messaggio rilanciato migliaia di volte possono contribuire a trasformare una voce in una promessa. Ed è proprio su quel passaggio, prima che dal digitale si arrivi di nuovo al confine, che Bruxelles sta cercando di intervenire.
