Tre cittadini pakistani sono stati uccisi e un altro è rimasto ferito nell’attacco contro la nave commerciale Tihamah nel Bab el-Mandeb, all’ingresso meridionale del Mar Rosso. A confermarlo è stato il vicepremier e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, che ha attribuito l’azione agli Houthi e condannato l’attacco.
Il bilancio complessivo è più grave: secondo le autorità yemenite sono morte sei persone. Oltre ai tre cittadini pakistani ha perso la vita un membro indonesiano dell’equipaggio, mentre altri due soccorritori yemeniti sono stati uccisi durante le operazioni successive al primo attacco.
L’attacco alla Tihamah e il secondo colpo durante i soccorsi
Secondo il ministero dei Trasporti del governo yemenita riconosciuto internazionalmente, contro la Tihamah sarebbero stati lanciati tre missili balistici, provocando un incendio e gravi danni alla nave.
La Guardia costiera yemenita ha riferito che un ulteriore attacco è avvenuto mentre erano in corso le operazioni per evacuare morti e feriti. In questa seconda azione sono rimasti uccisi due membri delle National Resistance Forces, formazione schierata contro gli Houthi.
I feriti sarebbero complessivamente dieci: sette membri dell’equipaggio, due appartenenti alla Guardia costiera e un membro delle National Resistance Forces.
La Tihamah risulta di proprietà egiziana e al momento dell’attacco si trovava nelle acque del Bab el-Mandeb, al largo della costa yemenita.
La condanna del Pakistan
“Il Pakistan condanna fermamente l’attacco Houthi contro una nave commerciale non combattente“, ha scritto Ishaq Dar sui social.
Il ministro ha sottolineato che azioni di questo tipo mettono in pericolo vite innocenti, violano il diritto internazionale e rappresentano una minaccia alla libertà di navigazione e alla sicurezza del traffico commerciale nel Mar Rosso.
Islamabad è in contatto con le autorità saudite e con il governo yemenita riconosciuto internazionalmente per accertare ulteriori dettagli sull’accaduto. Dar ha inoltre incaricato l’ambasciata pakistana a Riad di coordinarsi con le autorità competenti per il recupero e il rimpatrio delle salme dei tre cittadini uccisi e per fornire assistenza al connazionale ferito.
Resta invece da definire con precisione la rivendicazione dell’attacco. Le autorità yemenite lo attribuiscono agli Houthi, mentre l’agenzia britannica UK Maritime Trade Operations ha confermato che una nave cargo è stata colpita da un proiettile non identificato causando vittime. La stessa UKMTO ha precisato che diverse fonti attribuiscono l’azione agli Houthi, senza però registrare una rivendicazione diretta del gruppo per la Tihamah.
L’agenzia Saba controllata dagli Houthi ha riferito separatamente di un attacco contro una nave saudita che, secondo il gruppo, trasportava materiale militare nel Bab el-Mandeb, senza indicare il nome dell’imbarcazione.
Il patto di difesa tra Pakistan, Arabia Saudita e Turchia
L’attacco arriva pochi giorni dopo la firma, il 7 agosto, del Makkah Joint Defence Agreement tra Pakistan, Arabia Saudita e Turchia.
L’accordo prevede che un attacco armato contro uno dei tre Paesi venga considerato un attacco contro tutti e punta, secondo il governo pakistano, a rafforzare la deterrenza collettiva. Islamabad ha precisato che si tratta di un’intesa di carattere difensivo e non diretta contro uno Stato specifico.
Al momento, tuttavia, non risulta che il patto sia stato formalmente invocato in seguito all’attacco alla Tihamah.
La tensione sulle rotte marittime
L’episodio si inserisce in una nuova fase di forte tensione sulle principali rotte marittime della regione. I dati raccolti da Reuters indicano che il traffico attraverso Bab el-Mandeb e il Mar Rosso è diminuito sensibilmente dopo la ripresa delle minacce Houthi contro le navi collegate all’Arabia Saudita.
Nelle stesse ore si è verificato un episodio separato nel Golfo di Oman. Il Comando centrale statunitense ha reso noto che un elicottero della Marina Usa ha lanciato due missili Hellfire contro la Vela Nova, nave cargo battente bandiera panamense che, secondo Washington, stava tentando di raggiungere un porto iraniano violando il blocco statunitense.
I missili hanno danneggiato il sistema di governo della nave. Secondo le informazioni disponibili, l’incendio sviluppatosi a bordo è stato spento e non sono stati segnalati feriti tra i membri dell’equipaggio.
