Adriano Cappellari ha consegnato oggi alla pm Alessia Grenna una lettera di scuse in cui ammette di aver messo in scena l’attentato incendiario alla propria abitazione. L’interrogatorio è durato circa due ore, alla presenza del difensore e del sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern, e nei documenti il giovane parla apertamente di responsabilità e di volontà di collaborazione con l’autorità giudiziaria.
La lettera di scuse e la versione del giovane
Adriano Cappellari scrive di sentire il dovere di chiedere scusa a chi lo aveva difeso e sostenuto, ammettendo di aver tradito la fiducia di molte persone nella comunità. Nella missiva il ventenne ricostruisce uno stato d’animo segnato da paura, emozioni forti e disagio personale durante la campagna elettorale, e sottolinea che non cerca giustificazioni ma riconosce pienamente la gravità del gesto compiuto.
Il giovane indica inoltre la scelta di collaborare pienamente con gli inquirenti e la disponibilità a impegnarsi in iniziative a favore della legalità, esprimendo la volontà di mettersi al servizio di don Maurizio Patriciello e delle attività che il parroco vorrà indicare. Ribadisce che il suo impegno non annulla quanto accaduto, ma può rappresentare un primo passo per cercare di riparare il danno morale e materiale provocato alla comunità.
Ricostruzione dell’episodio e primi riscontri
La vicenda riguarda il lancio di una busta con minacce scritte in inchiostro rosso nel cortile e il posizionamento di un ordigno incendiario davanti al cancello della sua abitazione, episodio che ha causato danni anche agli immobili vicini la notte del 30 maggio. Le immagini delle telecamere mostrano una persona in tuta, volto coperto, alta tra 1,69 e 1,75 metri, che lascia un involucro contenente bombole di gas, alcol, liquidi infiammabili e artifici pirotecnici dopo aver gettato la lettera intimidatoria.
Quell’episodio si inseriva in un quadro di altre denunce presentate tra novembre 2025 e febbraio 2026, tra cui l’invio di fotografie con volti cerchiati in rosso e segnati con una “X” e, in un caso, una busta contenente tre cartucce calibro 22. Le minacce citavano, oltre allo stesso Cappellari, la premier Giorgia Meloni e don Maurizio Patriciello, circostanza che aveva portato all’attivazione di misure di tutela e, successivamente, alla scorta e all’assegnazione di un veicolo istituzionale dei carabinieri.
Accertamenti tecnici e indagini della procura
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la Procura di Vicenza ha individuato elementi decisivi negli accertamenti sui materiali utilizzati per l’ordigno e nelle tracce di acquisto. Nonostante tentativi di rimozione delle etichette dalle bombolette, i militari hanno ricostruito l’origine degli acquisti tramite una piattaforma di e-commerce, riscontrando consegne a Enego riferibili agli ordini effettuati dall’indagato.
Gli investigatori segnalano che gli ordini consistono in quattro cartucce di gas butano-propano il 25 aprile e sei bottiglie di alcol etilico il 29 aprile, poi consegnate il 4 maggio, e che l’altezza del giovane risulta compatibile con la sagoma ripresa dalle telecamere, circostanza sottolineata dal procuratore Lino Giorgio Bruno. Per questi fatti Cappellari è indagato per incendio, calunnia, simulazione di reato continuato, procurato allarme e truffa ai danni di un ente pubblico.
Adriano Cappellari ha dichiarato di voler collaborare e di aver concordato con i difensori di chiarire ogni aspetto della vicenda, auspicando che il percorso giudiziario possa fare luce sui fatti e contribuire, attraverso il suo impegno, a una riparazione morale per la comunità colpita.
