Galeazzo Bignami ha scatenato il caos in Aula con un attacco all’ex presidente della Repubblica durante le dichiarazioni di voto alla Camera sul caso delle chat di Andrea Delmastro, richiesta di autorizzazione che è stata negata dalla destra. Nel suo intervento il capogruppo di Fratelli d’Italia ha evocato le elezioni del Quirinale del 1992 e ha affermato che, se Paolo Borsellino fosse stato eletto presidente, “sarebbe qui con noi a combattere battaglie buone”.
Dichiarazioni di Galeazzo Bignami e accuse in Aula
Nel corso dell’intervento Bignami ha sostenuto che la sinistra fece eleggere Oscar Luigi Scalfaro e ha aggiunto che “un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis“, frase che ha provocato immediate proteste trasversali dei deputati di opposizione. Il capogruppo ha poi collegato quei fatti alla successiva azione dell’allora ministro della Giustizia, sostenendo che questi avrebbe rimandato in carcere i detenuti citati nella ricostruzione.
L’intervento si è inserito nella dichiarazione di voto sulla richiesta relativa alle chat dell’ex sottosegretario e ha ripreso, citandola testualmente, la sconfitta politica del Movimento Sociale Italiano alle elezioni presidenziali del 1992. Le parole pronunciate hanno generato un acceso confronto e l’interruzione dei lavori, con molti deputati che hanno sollevato obiezioni contro la formulazione delle accuse rivolte all’ex capo dello Stato.
Ricostruzione storica e dati citati
La versione proposta da Bignami è stata definita una “ricostruzione fantasiosa”, in particolare sul ruolo dell’allora guardasigilli: è ricordato invece che Giovanni Conso si assunse la responsabilità di non rinnovare 334 provvedimenti di carcere duro per detenuti mafiosi nel novembre del 1993. La nota contenuta nel resoconto parlamentare sottolinea che l’idea per cui sia stato Conso a “rimandarli in galera” non trova riscontro nella sequenza dei fatti richiamati dai documenti citati dai presenti.
La contestazione dei numeri e delle responsabilità ha posto l’accento sulla necessità di distinguere tra affermazioni politiche e dati storici verificabili, come emerso nel dibattito in Aula, dove più volte è stata rimarcata la discrepanza tra l’affermazione lanciata da Bignami e la documentazione sulla gestione dei provvedimenti nel 1993. Questo passaggio ha alimentato la replica dei gruppi di opposizione e la richiesta di chiarimenti formali.
Reazioni dell’opposizione e richieste di provvedimenti
Le parole del capogruppo FdI sono state attaccate dalla maggior parte dei gruppi d’opposizione: Arturo Scotto ha definito l’affermazione un “falso storico”, mentre Debora Serracchiani ha parlato di un intervento “agghiacciante” e senza precedenti nei lavori parlamentari recenti. Angelo Bonelli ha chiesto che siano presi provvedimenti contro Galeazzo Bignami e che sia sospeso, ricordando che la difesa di Andrea Delmastro, cui è legato il tema delle chat, è resa più problematica anche dalla sua condanna in secondo grado per rivelazione di segreto d’ufficio.
Altre repliche sono arrivate dalla segretaria dem Elly Schlein, che ha stigmatizzato ogni strumentalizzazione della memoria di Paolo Borsellino, e da esponenti come Stefano Graziano e Marco Grimaldi, che hanno chiesto scuse formali e l’applicazione delle norme del regolamento della Camera per censurare i toni utilizzati. Il clima in Aula è quindi rimasto teso, con richieste di interventi disciplinari e richieste di chiarimenti sulle affermazioni storiche fatte durante il dibattito.
