Gli investigatori stanno analizzando il cellulare del tredicenne che ha ferito un’insegnante in una scuola media di Roma, cercando nelle chat e nei contatti online possibili istigatori o ispiratori. L’ipotesi su cui si lavora è quella di una possibile “regia virtuale”, da verificare con accertamenti tecnici e testimonianze.
Le verifiche puntano a ricostruire come il minore si sia mosso sul web nelle settimane precedenti e se sia stato avvicinato da gruppi attivi online, anche di matrice suprematista. Secondo una pista allo studio, potrebbe essere stato reclutato e aver ricevuto indicazioni sull’aggressione; si starebbero cercando riscontri su contatti, cronologie e scambi avvenuti su piattaforme di messaggistica.
Video, chat e rete di contatti
Un video ripreso a scuola mostra il ragazzo mentre si prepara nel bagno, prima di dirigersi in aula. L’insegnante è stata poi accoltellata durante la lezione mentre era seduta vicino alla cattedra. “Guardate il tg dopo”, pare avesse scritto il tredicenne in una chat poco prima dell’attacco, frase che gli inquirenti stanno incrociando con orari e contenuti acquisiti.
Alcuni compagni di scuola hanno raccontato a chi indaga che il giovane trascorreva molte ore al computer ed era appassionato di video di cronaca nera e di contenuti violenti. Gli investigatori intendono ricostruire la rete di contatti più recente per comprendere chi possa averlo influenzato e con quali modalità.
Quattro utenti su Telegram e piste online
Chi indaga starebbe cercando in particolare di identificare i quattro utenti che seguivano la diretta dell’aggressione su un profilo Telegram. L’eventuale identificazione dei profili potrà offrire elementi utili su interlocutori, tempistiche e ragioni dell’avvicinamento del minore, oltre a chiarire se vi siano stati suggerimenti operativi in tempo reale.
Acquisti con carta materna e percorso giudiziario
Secondo gli accertamenti in corso, il ragazzo avrebbe acquistato il coltello, una telecamera e altro materiale utilizzato nell’aggressione con la carta di credito della madre. La copia forense del cellulare della donna è stata eseguita perché sul dispositivo risultavano scaricate le carte usate dal giovane, e anche quel telefono è ora oggetto di analisi.
Lo studente resta ricoverato all’Umberto I, dove è seguito da personale psichiatrico. La professoressa è stata dimessa dall’ospedale.
La Procura dei minori ha ricevuto l’informativa inviata dai carabinieri. L’età del ragazzo lo rende non imputabile: verrà comunque aperto, come da prassi, un fascicolo per lesioni e sarà avviata la procedura per l’accesso alle misure rieducative. Spetterà ai magistrati scegliere la misura più adatta, tenendo conto anche della documentazione sanitaria che arriverà dall’ospedale: gli atti clinici entreranno tra gli elementi su cui basare la decisione.
