Cinque vigili urbani sono stati arrestati a Milano con le accuse di peculato, arresto illegale e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. Le misure cautelari in carcere riguardano un’ufficiale e quattro agenti dell’Unità Investigazioni e Prevenzione della Polizia locale, trasferiti nel carcere di San Vittore.
L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Giovanni Tarzia e affidata al reparto Radiomobile della Polizia locale, è nata dalla denuncia dell’avvocato di un uomo arrestato il 16 luglio 2026. Dopo il fermo, dalla disponibilità dell’uomo sarebbero scomparsi 1.400 euro in contanti.
Vigili urbani arrestati a Milano, la ricostruzione del finto controllo
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’arresto sarebbe avvenuto in un parcheggio di Corsico, quindi al di fuori del territorio di competenza della Polizia locale di Milano. Nel verbale, tuttavia, gli agenti avrebbero dichiarato di avere fermato il presunto spacciatore presso un distributore di benzina di via Lodovico il Moro, nel capoluogo lombardo. L’uomo, secondo il documento, avrebbe opposto una lunga resistenza prima di essere bloccato. Sotto il sedile anteriore dell’auto sarebbe stato inoltre trovato circa mezzo chilo di hashish.
L’analisi delle telecamere di videosorveglianza e le indagini difensive svolte per conto dell’arrestato avrebbero però restituito una dinamica differente. La droga sarebbe stata acquistata da una donna arrivata all’appuntamento con il presunto pusher a bordo di un’auto civetta della Polizia locale. Dopo lo scambio e la consegna di 1.450 euro, gli agenti sarebbero intervenuti nel territorio di Corsico e avrebbero fermato l’uomo.
Il presunto spacciatore sarebbe stato quindi caricato su una seconda automobile civetta e accompagnato fino al distributore di via Lodovico il Moro. Proprio lì, secondo l’accusa, sarebbe stato simulato il controllo poi descritto nel verbale. Gli agenti avrebbero anche tentato di impedire che l’operazione venisse registrata, bloccando una telecamera comunale. La scena sarebbe stata tuttavia ripresa da altri dispositivi presenti nella zona.
I 1.400 euro non indicati nel verbale
Durante l’udienza per direttissima, l’uomo aveva sostenuto di avere con sé soltanto il denaro e di non essere più in possesso della droga. L’hashish, secondo la sua versione, era già stata consegnata alla donna che si era presentata all’appuntamento con l’auto civetta.
I 1.400 euro trovati in possesso dell’arrestato non sarebbero stati indicati nel verbale redatto dagli agenti. Da questo elemento deriva l’accusa di peculato contestata ai cinque appartenenti alla Polizia locale.
La pagina internet dell’Unità Investigazioni e Prevenzione, articolazione del Nucleo crimini informatici e telematici della Polizia locale di Milano, risulta inoltre sottoposta a sequestro preventivo ai sensi dell’articolo 321 del Codice di procedura penale.
Sparacino parla di un modus operandi
Secondo il giudice per le indagini preliminari Elio Sparacino, i cinque agenti avrebbero agito come una vera e propria “squadretta”. Nell’ordinanza di custodia cautelare viene contestato un solo episodio, relativo alla presunta sottrazione dei 1.400 euro, ma gli investigatori stanno effettuando accertamenti anche su altri casi.
Il gruppo è infatti “sospettato di aver agito più volte con lo stesso modus operandi”. La custodia cautelare è stata disposta per il rischio di inquinamento delle prove e per il pericolo di reiterazione dei reati.
I cinque arrestati si trovano nel reparto protetti del carcere di San Vittore. Gli interrogatori di garanzia sono previsti nel pomeriggio di venerdì 7 agosto davanti al gip Sparacino. L’inchiesta dovrà ora ricostruire le responsabilità individuali e verificare se episodi analoghi si siano verificati anche in precedenza.
