Mattia Maestri è morto a 13 anni a Trento: il ragazzo era in stato vegetativo dal 2017 dopo avere mangiato un formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli. La sequenza degli eventi che lo aveva portato in coma fu ricostruita dalla famiglia e segnalata in più occasioni come legata al prodotto caseario. La notizia della morte è stata quindi comunicata dal padre, che negli anni ha mantenuto la propria battaglia pubblica per ottenere giustizia.
Il caso legato al formaggio a latte crudo
La diagnosi che portò al lungo stato vegetativo fu collegata al consumo di un formaggio a latte non pastorizzato risultato contaminato. Le analisi citate nella ricostruzione familiare identificarono la presenza di Escherichia coli nel prodotto, fattore indicato come innesco della grave crisi sanitaria che si verificò nel 2017. Il caso ha acceso l’attenzione locale sui rischi associati a prodotti non pastorizzati e sulla necessità di controlli nella filiera produttiva.
Le vicende sanitarie successive hanno imposto un percorso di terapia e assistenza continuativa, mentre le questioni giudiziarie e civili legate alla responsabilità della contaminazione hanno accompagnato la famiglia in questi anni. L’evento che ha scatenato la malattia rimane al centro della narrativa pubblica costruita attorno alla vicenda familiare.
La battaglia del padre e il rifiuto dei risarcimenti
Per anni il padre, Giovanni Battista, ha portato avanti una richiesta di verità e di responsabilità formale, rifiutando le proposte di risarcimento economico che gli erano state avanzate. La scelta di non accettare compensazioni è stata motivata dalla volontà di ottenere chiarezza e misure che impediscano il ripetersi di casi analoghi. La determinazione del padre ha tenuto viva l’attenzione sul dossier anche sul piano istituzionale e mediatico.
«Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa», ha detto il padre.
La frase attribuita al genitore è stata utilizzata per annunciare la perdita e per ringraziare chi ha sostenuto la famiglia durante gli anni di assistenza continua, che hanno comportato cure, terapie e una gestione quotidiana complessa.
Il libro e la presentazione in Senato
Per documentare la battaglia e denunciare i rischi della produzione non pastorizzata, Giovanni Battista ha pubblicato un volume intitolato La verità sui pericoli dei formaggi a latte non pastorizzato. Il libro è stato presentato in Senato a Roma alla fine di febbraio, un passaggio formale che ha portato il tema sul piano istituzionale e ha dato visibilità alle richieste di maggiore sicurezza nella filiera casearia.
La mobilitazione intellettuale e civile legata alla pubblicazione ha valorizzato la richiesta di controlli più rigorosi e la necessità di una normativa che tuteli i consumatori, secondo la linea sostenuta dalla famiglia nel ricordare gli eventi che hanno avuto conseguenze irreversibili sulla vita del ragazzo.
La comunicazione della morte, diffusa a Trento dal padre, chiude un lungo periodo di assistenza e di impegno pubblico attorno alla vicenda di Mattia Maestri; resta la traccia della mobilitazione avviata con il libro e con le istanze presentate in Senato.
