La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è intervenuta sulla crisi migratoria di Ceuta, chiedendo di fermare immediatamente gli attraversamenti e di accelerare i rimpatri delle persone entrate senza rispettare le regole europee. In un messaggio pubblicato su X venerdì 31 luglio, la presidente ha definito “inaccettabili” le immagini provenienti dall’enclave spagnola e ha annunciato il coinvolgimento diretto di due commissari europei. “Non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole”, ha scritto von der Leyen.
The images coming from Ceuta are unacceptable.
We cannot allow anyone to come to our Union without abiding by our rules.
Dangerous crossings must stop immediately. Smuggling networks must be dismantled. And returns must be swift, as our rules allow.
I tasked two Commissioners…
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) July 31, 2026
“I rimpatri devono essere rapidi”
Secondo la presidente, i “traversamenti pericolosi” devono cessare e le reti di trafficanti responsabili dell’organizzazione delle partenze devono essere smantellate. Ha quindi aggiunto che “i rimpatri devono essere rapidi, come permettono le nostre regole”, indicando nella cooperazione con Madrid e Rabat la strada scelta da Bruxelles per affrontare l’emergenza.
La Commissione ha affidato il dossier al commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione Magnus Brunner e alla commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica. Brunner, ha spiegato von der Leyen, sta già lavorando a stretto contatto con il governo spagnolo ed è pronto a raggiungere i punti maggiormente colpiti. Il suo compito sarà valutare un sostegno operativo aggiuntivo alla Spagna, anche attraverso Frontex. Šuica è invece in contatto con le autorità marocchine. “Sono fiduciosa che la nostra stretta collaborazione con il Marocco porterà risultati concreti”, ha concluso la presidente.
L’intervento di von der Leyen non entra direttamente nello scontro tra Italia e Spagna sulla regolarizzazione dei migranti e sull’ipotesi, avanzata da Roma, di sospendere Madrid dallo spazio Schengen. La presidente concentra invece il messaggio sul controllo della frontiera esterna, sui rimpatri e sul contrasto ai trafficanti, offrendo sostegno europeo al governo spagnolo.
Il contesto della crisi di Ceuta
Secondo la prima stima diffusa dal ministero dell’Interno spagnolo, oltre 49mila persone avrebbero attraversato in circa 24 ore il confine tra il Marocco e Ceuta, raggiungendo l’enclave via terra o a nuoto. Il dato resta provvisorio e potrebbe essere rivisto mentre proseguono le operazioni di identificazione. Reuters ha riferito del ritrovamento di almeno 19 corpi in mare, mentre le autorità spagnole e marocchine hanno rafforzato i controlli lungo la frontiera.
Ceuta, insieme a Melilla, costituisce uno dei due soli confini terrestri tra l’Unione europea e il continente africano. Il governo di Pedro Sánchez ha annunciato rimpatri rapidi per chi non possiede i requisiti per restare e la creazione di una struttura temporanea per registrare le persone arrivate. Madrid collega l’afflusso anche alle informazioni circolate dopo una recente sentenza del Tribunale Supremo, che ha limitato l’applicazione dei respingimenti immediati per chi viene intercettato in mare mentre tenta di raggiungere Ceuta o Melilla.
