Le nuove critiche di Beppe Grillo al Movimento 5 Stelle hanno riaperto lo scontro interno con Giuseppe Conte e riportato al centro del dibattito il futuro del simbolo del partito. Il fondatore del M5S accusa il Movimento di aver smarrito la propria identità, mentre il presidente replica con una battuta che richiama il sostegno dato da Grillo al governo Draghi nel 2021. A schierarsi apertamente con il garante è invece l’ex ministro Danilo Toninelli, che difende le sue posizioni e rilancia la disputa sul simbolo.
Grillo: “Il Movimento ha perso la sua identità”
Con un lungo messaggio pubblicato sui social, Beppe Grillo ha sostenuto che il Movimento 5 Stelle non rappresenti più lo spirito con cui era nato. Secondo il fondatore, il M5S avrebbe perso quella “diversità” che lo distingueva dalla politica tradizionale, finendo per concentrarsi su sé stesso invece che sulle domande dei cittadini.
Nel suo intervento, Grillo ha ricordato alcune delle battaglie storiche del Movimento, dal reddito di cittadinanza al limite dei due mandati, passando per la democrazia diretta e la transizione ecologica, sostenendo che molte di queste siano diventate soltanto slogan.
L’ex garante ha poi allargato il ragionamento ai grandi temi che, a suo giudizio, la politica dovrebbe affrontare: il rapporto tra democrazia e capitalismo, l’immigrazione, il futuro del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale, il reddito universale, la sanità, la tutela dei dati personali e la partecipazione dei cittadini attraverso gli strumenti digitali. Per Grillo, il Movimento era nato proprio per dare risposte a queste questioni, ma nel tempo avrebbe smesso di ascoltare il malcontento che aveva contribuito alla sua nascita.
Conte: “Grillo diceva che Draghi era un grillino”
Giuseppe Conte ha scelto una risposta molto breve, ma dal forte significato politico. Commentando le accuse del fondatore, il leader del Movimento ha osservato: “Con tutte le nostre battaglie che stiamo facendo, spesso contro tutti? Lui aveva detto che Draghi è un grillino, fate un po’ voi”.
Il riferimento è alle dichiarazioni rilasciate da Grillo nel febbraio 2021, dopo l’incontro con Mario Draghi durante le consultazioni per la formazione del nuovo governo. In quell’occasione il fondatore del M5S aveva sorpreso molti definendo l’allora presidente del Consiglio incaricato “un grillino”. Raccontò di essersi aspettato “il banchiere di Dio” e di aver trovato invece una persona aperta alle proposte del Movimento. Disse inoltre che Draghi aveva espresso apprezzamento per il reddito di cittadinanza, per il Recovery Fund e per l’idea di un Ministero della Transizione Ecologica, invitando gli iscritti a non formulare giudizi affrettati e ad attendere le sue dichiarazioni pubbliche prima di prendere una decisione sul sostegno al nuovo esecutivo.
È proprio quel precedente che Conte ha richiamato per replicare alle nuove critiche.
Toninelli difende Grillo e attacca l’attuale dirigenza
Molto più articolata la posizione di Danilo Toninelli, che ha condiviso l’analisi del fondatore del Movimento.
Secondo l’ex ministro, il messaggio di Grillo ricorda che un simbolo politico mantiene valore soltanto se continua a rappresentare i principi con cui è nato. Toninelli ha accusato l’attuale gruppo dirigente di aver eliminato il limite dei due mandati, archiviato la democrazia diretta, cancellato il ruolo del garante e trasformato un Movimento nato per superare gli schieramenti tradizionali in una forza politica caratterizzata da precise appartenenze.
L’ex esponente pentastellato ha anche respinto l’idea che la scelta di sostenere il governo Draghi possa essere attribuita esclusivamente a Grillo. A suo giudizio, quella decisione fu condivisa anche da Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e dagli altri dirigenti dell’epoca. La differenza, ha aggiunto, sarebbe che Grillo in seguito ha ammesso pubblicamente di aver commesso un errore.
Lo scontro riapre la questione del simbolo
Toninelli ha infine rilanciato la disputa sul simbolo del Movimento 5 Stelle, sostenendo che dovrebbe tornare al suo “legittimo proprietario” e auspicando che sia un tribunale a pronunciarsi definitivamente sulla vicenda.
Secondo l’ex ministro, se Giuseppe Conte intende portare avanti un progetto politico diverso, avrebbe il diritto di farlo, ma utilizzando un nuovo nome e un nuovo simbolo. Per Toninelli, sarebbe preferibile “seppellire con onore” il simbolo storico del Movimento piuttosto che vederlo proseguire, a suo dire, svuotato dei valori originari.
Per approfondire: L’appello di Grillo sul blog: “Il M5S ha perso la sua identità”
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