Prima gli scarafaggi, poi “delulu”, “Fomo” e perfino un’espressione volutamente priva di senso. In India, la protesta della Gen Z non ha portato in Parlamento soltanto la rabbia per gli esami compromessi: ha imposto anche il proprio linguaggio.
Durante la seduta della Lok Sabha di martedì 28 luglio, dedicata alla riforma delle norme contro le fughe di domande negli esami pubblici, deputati di maggioranza e opposizione hanno utilizzato termini che fino a poco tempo fa sarebbe stato difficile immaginare tra i banchi del Parlamento indiano.
Gen Z, cosa significano “delulu”, “Fomo” e “waste-guna-huiya”
La deputata del BJP Bansuri Swaraj ha detto che il primo ministro Narendra Modi aveva “clocked it“, cioè aveva individuato il problema e trovato una soluzione legislativa. Il deputato di Shiv Sena Shrikant Shinde ha invece accusato l’opposizione di essere stata prima “MIA”, missing in action, poi vittima della “Fomo”, la paura di essere tagliata fuori dalle proteste, e infine “delulu”: convinta, senza aderire alla realtà, che gli studenti fossero dalla sua parte.
Dal fronte opposto, il deputato del Congresso Deepender Hooda ha ricordato che durante le manifestazioni i giovani avevano gridato anche “waste-guna-huiya”. L’espressione, diventata virale online, non ha un significato letterale preciso e deriverebbe dalla storpiatura della frase inglese “Can I get a hoo yeah”. Proprio la sua insensatezza è parte del meme.
Il linguaggio della Gen Z, però, è entrato in aula durante una discussione tutt’altro che leggera. Il dibattito riguardava il progetto di legge presentato dal governo per aumentare pene e sanzioni contro chi organizza fughe di domande e frodi negli esami pubblici.
Dai meme del Partito delle blatte al Parlamento
A rendere inevitabile quella discussione sono state settimane di proteste guidate soprattutto da studenti. La mobilitazione è cresciuta dopo le irregolarità nel NEET-UG, il test nazionale per accedere a Medicina sostenuto da circa due milioni di candidati, successivamente annullato e ripetuto.
La rabbia si è raccolta attorno al Cockroach Janta Party, il “Partito delle blatte”, nato come risposta sarcastica a una frase del presidente della Corte Suprema e diventato un movimento nazionale. Il suo successo ha mostrato che i meme possono essere usati in funzione politica, costruendo un linguaggio comune per persone che non si sentono rappresentate dalle istituzioni.
La pressione esercitata dalle proteste ha avuto anche conseguenze concrete: il ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan ha annunciato di aver presentato al primo ministro Narendra Modi la propria lettera di dimissioni, diventando il principale volto politico della crisi aperta dallo scandalo del test di Medicina.
Ora i deputati stanno provando a usare quelle stesse parole per contendersi il consenso dei giovani
