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Le donne nell’ “Odissea” di Nolan: personaggi complessi o macchiette? Tutte le critiche al film

Nonostante il cast stellato, da Zendaya a Lupita Nyong’o, diverse critiche accusano Nolan di aver relegato sullo sfondo le protagoniste del poema, concedendo loro pochissime battute, quasi sempre funzionali al viaggio di Ulisse

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Odissea di Nolan, i personaggi femminili relegati sullo sfondo? - nella foto, Zendaya e Matt Damon

Matt Damon e Zendaya | X @CineMaSera

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

La critica cinematografica Catherine Shoard sul Guardian si è domandata se il viaggio nel nuovo kolossal di Nolan, accolto quasi unanimemente dalla critica composta soprattutto da uomini, possa essere altrettanto piacevole per le donne. Nei mesi precedenti all’uscita dell’ “Odissea” una delle polemiche più insistenti aveva riguardato la scelta di Lupita Nyong’o per interpretare Elena di Troia e sua sorella Clitennestra. Erano arrivati numerosi commenti razzisti che contestavano che il ruolo della donna più bella del mondo potesse essere affidato a un’attrice nera. Dopo l’arrivo del film nelle sale, una parte della critica ha spostato l’attenzione su un problema più sostanziale: non il colore della pelle di Elena, ma lo spazio riservato da Nolan all’interpretazione dell’attrice e, più in generale, agli altri personaggi femminili. Penelope, Atena, Circe, Calipso, Elena e Clitennestra hanno un ruolo decisivo nel poema omerico, mentre, secondo alcune, sullo schermo sembrano diventare figure funzionali al viaggio e alla crescita morale di Odisseo, noto nella tradizione latina come Ulisse.

Shoard: “Le donne in Odissea? o noiose o folli”

La critica cinematografica si concentra innanzitutto su Atena, interpretata nel film da Zendaya. Nel poema è una delle principali artefici del ritorno di Odisseo: intercede presso Zeus, guida Telemaco, protegge l’eroe e interviene nella riconquista di Itaca. Nel film, invece, avrebbe “quasi nulla da fare”, se non seguire il protagonista, annuire e scuotere la testa con disapprovazione. Shoard la paragona ironicamente a un’insegnante che dice di non essere arrabbiata, ma soltanto delusa.

Anche Calipso, interpretata da Charlize Theron, sarebbe stata privata di gran parte della propria ambiguità. La ninfa segue Odisseo sulla spiaggia, gli porta bevande e fiori di loto e ascolta i suoi tormenti. Secondo Shoard, finisce per assomigliare a “una donna che gestisce un bar sulla spiaggia e sta pensando di dedicarsi alla psicoterapia”

Il film attenuerebbe inoltre la dimensione coercitiva del rapporto. Nel poema Calipso trattiene Odisseo sulla propria isola contro la sua volontà e l’eroe può ripartire soltanto dopo l’intervento degli dèi. Nella lettura del Guardian, il personaggio cinematografico diventa invece soprattutto una confidente al servizio della ricostruzione interiore del protagonista.

“Questi cambiamenti rendono sistematicamente le donne più noiose o più folli”, osserva Shoard nella sua analisi.

Circe e Calipso funzionali alla trasformazione morale di Ulisse

Secondo la critica, la parte dedicata alla maga Circe, interpretata da Samantha Morton, che trasforma i compagni di Ulisse in maiali comincia in modo più promettente. La scena conserva la violenza e la capacità del personaggio di mettere a nudo la natura degli uomini.

Il confronto con Ulisse viene però risolto molto più rapidamente rispetto al poema: nell’opera omerica il rapporto tra i due si sviluppa attraverso desiderio, inganno e negoziazione e l’eroe rimane sull’isola per un anno. Nel film gli basta riconoscere che gli uomini possono comportarsi in modo terribile, sostenendo però che i suoi compagni non siano poi tanto cattivi, per convincere Circe a spezzare l’incantesimo.

Secondo Shoard, modifiche del genere non servono a rendere più complesse le donne, ma a trasformare il protagonista. L’Ulisse astuto, infedele e moralmente ambiguo del poema viene riscritto come un guerriero più sensibile e quasi femminista. Circe e Calipso perdono così parte della propria forza affinché lui possa apparire migliore.

Odissea, Atena ridotta alla coscienza dell’eroe

La rappresentazione di Atena è stata criticata anche da Marissa Wu su PureWow. Nel poema la dea mette in moto l’intera vicenda, mentre Odisseo entra direttamente in scena soltanto nel quinto libro. È Atena a convincere Telemaco a cercare notizie del padre e a costruire le condizioni necessarie per il suo ritorno.

Nel film, invece, Zendaya dispone di poche battute e di un minutaggio limitato, la sua Atena viene utilizzata principalmente per rappresentare il senso di colpa di Odisseo e mostrargli le conseguenze delle proprie decisioni.

Secondo Wu, emerge una contraddizione: Nolan inserisce dialoghi e monologhi nei quali Penelope e Circe denunciano la violenza e le ingiustizie subite dalle donne, ma allo stesso tempo ridimensiona la figura femminile che nel poema possiede il maggiore potere d’intervento. Atena diventa così una sorta di “fantasma della memoria”, funzionale alla psicologia del protagonista maschile.

Penelope governa Itaca, ma rimane ai margini

Penelope, interpretata da Anne Hathaway, è il personaggio femminile al quale Nolan concede maggiore spazio. Nei vent’anni di assenza di Odisseo deve proteggere Itaca e respingere i 108 pretendenti che occupano la reggia, consumano le sue ricchezze e cercano di costringerla a scegliere un nuovo marito.

William Bibbiani su TheWrap osserva però che persino lei viene rappresentata soprattutto come un ostacolo per i pretendenti e come il premio finale destinato a Odisseo. Nel terzo atto le viene affidato un monologo sulle ingiustizie che le impediscono di governare autonomamente. Per il critico, tuttavia, il momento arriva “troppo poco e troppo tardi” e sembra pensato per anticipare le contestazioni alla scrittura dei personaggi femminili.

Bibbiani sostiene più in generale che le poche donne del film siano quasi sempre vittime, mostri, personaggi poco sviluppati oppure una combinazione delle tre categorie.

Lupita Nyong’o, due ruoli ma pochissimo spazio

La polemica preventiva sul casting di Lupita Nyong’o appare ancora più paradossale alla luce del poco spazio riservato all’attrice. Nyong’o interpreta due personaggi, Elena e Clitennestra, ma entrambe compaiono soltanto per pochi momenti.

Stephanie Zacharek, nella recensione pubblicata da Time con il titolo “The Odyssey Is Just Another Reason for Despair” (“L’Odissea è soltanto un’altra ragione per disperarsi”), sostiene che la scelta non si traduca in uno slancio d’immaginazione: le due donne vengono mostrate prevalentemente di sfuggita, all’interno di una storia occupata da uomini impegnati nella guerra e nella costruzione della propria leggenda.

Secondo la critica, il doppio ruolo affidato a Nyong’o “sembra a malapena una vera scelta” e rappresenta non tanto un gesto creativo, quanto “un fallimento di coraggio”. Nonostante il talento e la presenza scenica dell’attrice, Elena e Clitennestra finiscono per essere interpretazioni “che passano in un batter d’occhio”, senza il tempo necessario per lasciare un segno nel racconto.

Affidare a Nyong’o due parti tanto importanti per poi ridurle a brevi apparizioni rischia, secondo Zacharek, di trasformare il casting in un’operazione di rappresentanza puramente simbolica. Il pubblico viene invitato ad applaudire Nolan per il coraggio della scelta, ma il risultato finisce per apparire come “tokenismo”, cioè un’inclusione visibile che non corrisponde a un autentico peso narrativo

Nel complesso, le critiche rivolte all’ “Odissea” di Nolan non riguardano soltanto il minutaggio concesso alle donne, ma il ruolo che viene loro assegnato. Atena, Penelope, Circe, Calipso, Elena e Clitennestra influenzano il viaggio di Odisseo, ma raramente sembrano esistere al di fuori di esso. Rimane la domanda iniziale di Shoard: le spettatrici si riconosceranno in questo viaggio o vedranno ancora una volta le donne relegate sullo sfondo dell’epopea di un uomo?

Per approfondire: L’Odissea di Nolan incanta il mondo, ma l’Italia si divide sul kolossal

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