Il presidente Usa Donald Trump annuncia nuovi dazi sul Canada. Gli Stati Uniti hanno imposto tariffe fino al 50% su una selezione di prodotti canadesi, tra cui apparecchiature elettriche e macchinari, con un provvedimento varato lunedì. La Casa Bianca ha invocato la Sezione 338 del Tariff Act del 1930 come base giuridica. Le nuove imposte scatteranno tra 30 giorni e riguarderanno circa 20 miliardi di dollari di merci provenienti dal Canada, con l’obiettivo dichiarato di reagire a pratiche ritenute discriminatorie verso beni statunitensi.
Il perimetro è circoscritto: restano esclusi prodotti energetici, minerali critici, pesce e altre categorie coperte da regimi settoriali, tra cui automobili e metalli. I funzionari hanno osservato che, in pratica, lo strumento della Sezione 338 non era mai stato utilizzato in questo modo. La Casa Bianca ha inoltre comunicato che le misure si inseriscono in una cornice negoziale più ampia che negli ultimi mesi ha previsto minacce o applicazioni di dazi anche verso altri partner e rivali.
Trump annuncia nuovi dazi del 50% sul Canada
La Sezione 338 consente di applicare dazi fino al 50% quando si riscontra una discriminazione contro le merci statunitensi. Il ricorso a questo meccanismo arriva dopo un cambio di rotta forzato sul piano legale: a febbraio la Corte Suprema ha stabilito che il presidente non può utilizzare l’International Emergency Economic Powers Act per imporre dazi globali estesi, annullando parte dei piani precedenti dell’amministrazione.
Per questa ragione, Washington ha virato su altri strumenti: nelle scorse settimane sono state varate tariffe temporanee del 10% ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974, misure che, secondo la Casa Bianca, scadranno entro la fine della settimana, e la scorsa settimana è stata annunciata una tariffa del 25% su molte importazioni brasiliane in base alla Sezione 301, dopo un’indagine sulle politiche commerciali del Brasile.
Le reazioni in Canada
Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha affermato in una nota che il Canada “crede nei benefici del commercio libero e leale” e che il Paese lavorerà “instancabilmente” per sostenere lavoratori, agricoltori, imprese e famiglie canadesi. Dal livello provinciale è arrivato un invito alla fermezza: il premier dell’Ontario Doug Ford ha scritto su X: “Se queste tariffe verranno applicate, il Canada dovrebbe rispondere tariffa per tariffa, dollaro per dollaro“.
Sul possibile impatto, Capital Economics stima che circa il 5% delle importazioni statunitensi dal Canada finirebbe sotto le nuove misure, pari a circa lo 0,6% delle importazioni totali degli Stati Uniti. Per Stephen Brown, capo economista per il Nord America di Capital Economics, la portata dello strumento potrebbe andare oltre il caso specifico: “Facendo un passo indietro, è sorprendente che l’amministrazione Trump stia ora ricorrendo a un nuovo metodo per applicare tariffe“, ha scritto Brown, avvertendo che, se confermato dai tribunali, l’uso della Sezione 338 rischia di diventare un dispositivo negoziale permanente.
