L’Argentina si prende la finale battendo 2-1 l’Inghilterra ad Atlanta il 15 luglio. La rimonta si decide nel finale: Enzo Fernández firma l’1-1 e Lautaro Martínez sigla al recupero il gol‑partita, entrambi su assist di Lionel Messi. La squadra di Lionel Scaloni affronterà la Spagna domenica a New York, al termine di una semifinale spezzettata da falli e richiami dell’arbitro Ismail Elfath al Mercedes‑Benz Stadium.
Falli a ripetizione e ammonizioni hanno segnato l’avvio, con ritmo interrotto e richieste continue di intervento dalla panchina. Al 10’ l’arbitro ha richiamato i capitani dopo un parapiglia nato da un intervento di Lisandro Martínez su Anderson, episodio che ha imposto un ulteriore giro di vite sul controllo disciplinare.
L’Inghilterra è passata in vantaggio in ripartenza, nella seconda parte di gara: azione insistita a destra, palla sul secondo palo e Gordon ha spinto in rete da due passi dopo la sovrapposizione di Rodgers. L’Argentina ha risposto subito con due occasioni costruite da Julián Álvarez, entrambe respinte da Pickford. Al 70’ Simeone ha avuto una chance a tu per tu, ma Spence ha chiuso in scivolata evitando il pari.
La rimonta è arrivata a cinque minuti dal 90’: angolo battuto corto, palla a Messi e appoggio per Enzo Fernández, il cui destro a spiovere ha superato Pickford per l’1-1. Nei minuti di recupero lo stesso Messi ha calibrato di destro un cross profondo, Lautaro Martínez — entrato nel finale — ha vinto il duello aereo e ha firmato il 2-1. L’Argentina ha capitalizzato i calci piazzati e gli inserimenti, sostenuta da aggiustamenti tattici continui dalla panchina.
Formazioni iniziali e mosse decisive dalla panchina
Thomas Tuchel ha schierato l’Inghilterra con alcune novità dietro: Stones e Spence titolari in difesa, Rodgers al posto di Saka e Bellingham alle spalle di Kane. Lionel Scaloni ha inizialmente preferito Julián Álvarez a Lautaro Martínez, con Lionel Messi accanto ad Álvarez in attacco. La scelta di inserire Lautaro nella ripresa si è rivelata determinante: l’attaccante ha trovato il colpo di testa della vittoria sul servizio di Messi, completando una rimonta costruita con pazienza.
L’andamento disciplinare ha inciso sull’architettura del match: cartellini gialli mostrati in più occasioni, gioco spesso interrotto e costruzione manovrata ridotta. L’Inghilterra ha cercato spunti rapidi e ripartenze, l’Argentina ha forzato i duelli tra le linee, mentre Elfath ha mantenuto una soglia di intervento alta per contenere gli scontri. Le panchine hanno alternato cambi offensivi e coperture, rimodellando gli spazi negli ultimi minuti.
Esito e prossime tappe verso la finale
Con questo risultato l’Argentina si è qualificata per la finale di domenica a New York contro la Spagna. L’Inghilterra chiude il torneo al termine della semifinale disputata ad Atlanta. È già in agenda il primo ciclo di lavoro per le due finaliste: la delegazione argentina avvia la preparazione in vista dello spostamento verso New York, mentre lo staff tecnico inglese rientra per la valutazione post‑gara.
L’epilogo ridefinisce il quadro del titolo: l’Albiceleste troverà la Spagna nell’atto decisivo che assegnerà il trofeo. Per l’Argentina la qualificazione è il passo successivo di un percorso reso concreto dagli assist di Messi e dal peso dei cambi; per l’Inghilterra l’eliminazione segna la fine del cammino. Calcio d’inizio in programma domenica a New York.
