La tensione tra Iran e Stati Uniti si sposta anche sul piano simbolico. A Teheran è comparso un grande murale che raffigura Donald Trump all’interno di una bara avvolta dalla bandiera americana, accompagnato da slogan che invocano vendetta per la morte della Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso nei raid statunitensi e israeliani dei mesi scorsi. L’immagine si inserisce nella campagna di propaganda che sta accompagnando il lutto nazionale e il passaggio di poteri alla nuova leadership iraniana.
Il murale e il messaggio di vendetta
L’opera, esposta in uno dei punti più visibili della capitale, mostra Trump disteso in una bara, mentre il messaggio richiama esplicitamente la volontà di vendicare la morte di Khamenei. Nei giorni dei funerali della Guida Suprema erano già comparsi striscioni e cartelli con la scritta “We will kill Trump”, portati in corteo da migliaia di manifestanti durante le cerimonie funebri tra Teheran e Mashhad.
La retorica della vendetta continua a essere uno degli elementi centrali della comunicazione dei gruppi più radicali vicini alla Repubblica islamica, mentre la nuova leadership guidata da Mojtaba Khamenei mantiene una linea di forte contrapposizione con Washington.
Trump: “L’Iran sta perdendo, può ancora scegliere la pace”
Nel corso delle ultime ore Donald Trump ha ribadito che, a suo giudizio, l’Iran si trova in una posizione di crescente difficoltà militare. “L’Iran sta perdendo questa guerra, ma può ancora scegliere la pace”, ha dichiarato il presidente americano, sostenendo che Teheran avrebbe ancora la possibilità di evitare un’ulteriore escalation se rinunciasse alle proprie azioni militari. Trump ha inoltre avvertito che gli Stati Uniti sono pronti a colpire nuovamente “con ancora più forza” nel caso di nuovi attacchi contro interessi americani o alleati.
Sul fronte dello Stretto di Hormuz, il presidente statunitense ha però corretto una delle sue proposte più controverse. Dopo aver annunciato nei giorni scorsi un pedaggio del 20% per le navi in transito, Trump ha fatto marcia indietro spiegando di aver raggiunto intese economiche con diversi Paesi del Golfo. Ha confermato invece che resterà operativo il blocco navale nei confronti delle imbarcazioni dirette ai porti iraniani, definendolo uno strumento di pressione su Teheran.
