“I giovani devono avere fiducia nelle istituzioni e concentrarsi sul proprio percorso professionale, non sulla pensione”. È questo il messaggio lanciato da Gabriele Fava, presidente dell’Inps, a margine della presentazione del XXV Rapporto annuale dell’Istituto, un appuntamento che ogni anno fotografa lo stato del mercato del lavoro, della previdenza e del welfare in Italia.
Secondo Fava, le nuove generazioni non dovrebbero vivere con l’ansia di ciò che accadrà tra decenni, ma concentrarsi sulla costruzione della propria carriera e sulla stabilità occupazionale. Un percorso che, ha sottolineato, prende forma già dal primo impiego regolare.
Il valore del primo contratto
Nel suo intervento, il presidente dell’Inps ha spiegato che il punto di partenza del percorso previdenziale coincide con l’ingresso nel mondo del lavoro. “Il giovane oggi deve iniziare col suo percorso professionale e non pensare a quando avrà 60 anni”, ha affermato.
Fava ha poi evidenziato l’importanza dell’estratto conto contributivo, il documento che registra i contributi versati durante la vita lavorativa e che rappresenta la base per la futura pensione. Secondo il presidente dell’Inps, il rapporto tra lavoratore e sistema previdenziale nasce proprio con il primo contratto di assunzione e con il conseguente accreditamento dei contributi.
“È da lì che nasce il suo percorso di crescita professionale stabile”, ha aggiunto, ribadendo come la regolarità del lavoro e la continuità contributiva siano elementi fondamentali per garantire tutele future.
Fiducia nelle istituzioni e prospettive per le nuove generazioni
Le dichiarazioni arrivano in una fase in cui il tema della sostenibilità del sistema pensionistico e delle prospettive previdenziali per i giovani è spesso al centro del dibattito pubblico. Negli ultimi anni, infatti, molti under 35 hanno manifestato preoccupazioni legate alla precarietà lavorativa, alla discontinuità contributiva e all’incertezza sul futuro pensionistico.
Per Fava, però, il messaggio da trasmettere alle nuove generazioni deve essere innanzitutto di fiducia. Le istituzioni, ha spiegato, stanno ponendo particolare attenzione ai giovani, considerati una risorsa strategica per il futuro del Paese e per la tenuta del sistema economico e sociale.
Il tema del divario di genere
Nel corso del suo intervento, il presidente dell’Inps ha affrontato anche la questione della parità tra uomini e donne nel mercato del lavoro. Un tema che continua a rappresentare una delle principali sfide per il sistema produttivo italiano.
Fava ha evidenziato come il divario di genere stia progressivamente migliorando, pur riconoscendo che il percorso verso una piena uguaglianza non può dirsi concluso. «Giovani, uomini e donne sono in cima ai nostri pensieri», ha dichiarato, sottolineando l’impegno dell’Istituto nel monitorare e sostenere politiche capaci di favorire una maggiore inclusione lavorativa.
Le parole del presidente si inseriscono nel quadro delle analisi contenute nel XXV Rapporto annuale dell’Inps, che dedica ampio spazio alle trasformazioni del mercato del lavoro, all’occupazione giovanile e femminile e alle prospettive del sistema previdenziale italiano nei prossimi anni.
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