L’INPS chiude il 2025 con un bilancio complessivamente positivo, segnando un risultato economico in attivo e un miglioramento degli indicatori patrimoniali. I dati arrivano dal Rendiconto generale dell’Istituto e fotografano un sistema previdenziale che, pur tra dinamiche complesse di spesa e trasformazioni strutturali, continua a mantenere un equilibrio finanziario.
Conti 2025 in attivo per l’INPS
Nel corso del 2025, la gestione finanziaria di competenza dell’INPS ha registrato un saldo pari a 16 miliardi di euro. Il risultato economico dell’esercizio si è attestato a +4,5 miliardi, mentre l’avanzo patrimoniale netto è cresciuto in modo significativo, passando da 35,31 a 42,83 miliardi.
Questi numeri emergono dal Rendiconto generale presentato dall’Istituto e vengono letti come un segnale di tenuta complessiva del sistema.
Il giudizio del Civ sull’equilibrio previdenziale
Secondo il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INPS, Roberto Ghiselli, il risultato conferma l’equilibrio del sistema previdenziale pubblico italiano. Un equilibrio che, data la dimensione economica dell’Istituto all’interno della contabilità dello Stato, contribuisce in modo rilevante alla stabilità generale del sistema Paese.
Entrate, uscite e struttura della spesa
Sul fronte dei flussi finanziari, le entrate complessive nel 2025 hanno raggiunto i 571 miliardi di euro. Di questi, 294 miliardi derivano da contributi previdenziali, in crescita del 3,6%, mentre 165 miliardi provengono da trasferimenti della fiscalità generale, in calo dell’8,4%.
Le uscite totali si sono attestate a 554 miliardi, con 425 miliardi destinati alle prestazioni istituzionali, in aumento del 2%. Tra le principali voci di spesa, le pensioni hanno raggiunto i 325,06 miliardi, segnando un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente.
Prestazioni sociali e sostegni al reddito in aumento
Nel 2025 cresce anche la spesa per il sostegno al reddito, arrivata a 19,7 miliardi rispetto ai 18,9 miliardi dell’anno precedente. L’aumento è legato soprattutto ai trattamenti di disoccupazione e agli ammortizzatori sociali.
In parallelo, le misure di inclusione sociale registrano un incremento di 2,4 miliardi. In crescita risultano l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro, insieme alle prestazioni assistenziali, che aumentano di circa 1 miliardo.
Le dinamiche dei fondi e le differenze tra gestioni
Analizzando le singole gestioni, emergono risultati positivi per diversi comparti: la Gestione separata chiude con un attivo di 9.476 milioni, quella dei lavoratori dipendenti privati con 12.144 milioni e il fondo delle prestazioni temporanee con 13.728 milioni.
Risultati negativi, invece, si registrano per alcune categorie di lavoratori autonomi, tra cui artigiani (-5.492 milioni), commercianti (-2.410 milioni) e coltivatori diretti (-2.117 milioni). In perdita anche la gestione dei dipendenti pubblici, con un saldo negativo di 21.112 milioni.
Il ruolo crescente della fiscalità generale
Nel lungo periodo si conferma una crescita del peso dei trasferimenti dalla fiscalità generale, che nell’ultimo decennio sono passati dal 31,83% al 36,67% del totale. Una dinamica legata in larga parte alla copertura degli sgravi contributivi.
Parallelamente, cambia anche la struttura della spesa: le prestazioni pensionistiche, pur restando predominanti, scendono dall’88,8% all’83,6% tra il 2015 e il 2025, mentre cresce il peso delle prestazioni non pensionistiche, che salgono dal 11,2% al 16,4%.
Un bilancio in trasformazione tra pensioni e nuove misure
Secondo l’analisi contenuta nel rendiconto, questa evoluzione riflette una trasformazione più ampia del sistema, in cui alcune misure hanno carattere temporaneo, come i vari bonus, mentre altre assumono natura strutturale e universalistica, come nel caso dell’Assegno Unico.
Il quadro complessivo restituisce così un sistema previdenziale in evoluzione, nel quale la crescita delle prestazioni e l’aumento della componente assistenziale ridisegnano progressivamente l’assetto del bilancio pubblico.
