Il maxi incendio che ha distrutto il deposito della BRT (ex Bartolini) in via Don Giovanni Minzoni, nel quartiere Bovisa a Milano, sarebbe partito da un pacco caricato su un camion. Il rogo ha avvolto un’area di ben ottomila metri quadrati, sprigionando una densa colonna di fumo nero visibile in tutta la città.
Inizialmente le ipotesi degli investigatori hanno oscillato tra l’atto doloso, come la presenza di un pacco bomba o di un ordigno, e l’evento accidentale. A fare chiarezza è stata la testimonianza di un magazziniere, il quale ha riferito di aver visto un grosso pacco prendere fuoco all’improvviso.
Maxi incendio a Milano: l’incendio sarebbe partito da un pacco
Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il focolaio sarebbe partito all’interno di un tir parcheggiato nell’area di transito della struttura. Nel mezzo pesante erano in corso le normali e frenetiche operazioni di stivaggio della merce, propedeutiche alla partenza. In quel momento, l’autoarticolato ospitava già circa 500 colli, tutti pronti per essere spediti verso una destinazione precisa: la città di Torino. È proprio tra quelle centinaia di scatole che si nasconderebbe l’innesco fatale del rogo.
La testimonianza del magazziniere
A fare la drammatica scoperta è stato un magazziniere dello stabilimento della Bovisa, regolarmente in turno nel reparto spedizioni. Durante le fasi di caricamento della merce, l’operaio ha notato una strana e sospetta scia di fumo uscire da uno dei pacchi già sistemati all’interno del cassone del tir.
Nel giro di pochissimi istanti, la densa scia di fumo si è trasformata in fiamme vive. Il fuoco avrebbe avvolto rapidamente l’intero autoarticolato e tutti i colli a bordo, per poi propagarsi inevitabilmente e con estrema violenza al resto del deposito logistico.
Indagini sulla sicurezza e allerta ambientale in zona Bovisa
La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per verificare il rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e la tracciabilità delle merci pericolose.
Sul fronte della salute pubblica, i tecnici dell’Arpa Lombardia hanno immediatamente avviato il monitoraggio della qualità dell’aria. Sebbene non ci siano stati feriti, il Comune di Milano ha emanato precauzioni straordinarie per i residenti nel raggio di due chilometri dal deposito, raccomandando di tenere le finestre chiuse, limitare le attività all’aperto e non consumare prodotti ortofrutticoli coltivati nella zona.
