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Prima condanna per gli hater di Liliana Segre: quattro mesi e 1.500 euro

Il tribunale di Milano ha inflitto la pena a un imputato giudicato con rito abbreviato; per gli altri è stata disposta la messa alla prova e l'obbligo di donazioni al Memoriale della Shoah

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Liliana Segre

Liliana Segre | Photo by Presidenza della Repubblica Alanews.it

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

8 luglio 2026 – Il tribunale di Milano ha condannato uno degli hater di Liliana Segre a quattro mesi, pena sospesa, e al pagamento di 1.500 euro come risarcimento, decisione che è arrivata oggi al termine del primo processo collegato ai filoni dell’indagine. La condanna riguarda l’unico imputato che aveva scelto il rito abbreviato; per gli altri coinvolti sono state adottate misure diverse. Si è così chiuso a Milano il primo procedimento nato dalle denunce della senatrice, che si è costituita parte civile assistita dall’avvocato Vincenzo Saponara.

La sentenza e le misure per gli imputati

Per uno degli altri imputati è stata disposta la messa alla prova con l’affidamento a lavori di pubblica utilità per dodici mesi e l’obbligo di versare 300 euro alla Fondazione Memoriale della Shoah, oltre all’avvio di un percorso psicologico, misure che sospendono il processo e offrono la possibilità di estinzione del reato al termine del percorso.

Già in precedenti udienze alcuni degli imputati avevano presentato lettere di scuse e donazioni al Memoriale della Shoah, con versamenti che andavano da 500 fino a 2.000 euro, atti che hanno portato alla remissione delle querele e a dichiarazioni di non doversi procedere per quelle posizioni. La giudice Francesca Ghezzi della sesta sezione penale ha quindi pronunciato la sentenza per il soggetto giudicato con rito abbreviato e regolato le posizioni degli altri imputati secondo le possibilità offerte dal codice.

Origine dell’inchiesta e prossimi passaggi giudiziari

Il procedimento è nato da uno dei filoni di una maxi inchiesta della procura, passata anche per decisioni del gip Alberto Carboni nell’aprile 2025 dopo le opposizioni presentate dall’avvocato Saponara contro le richieste di archiviazione del pubblico ministero Nicola Rossato. In tutto il fascicolo erano imputate otto persone, e la chiusura di questo primo processo segna solo una tappa nell’iter giudiziario avviato con le denunce della senatrice. Una tranche dell’indagine riguardante altre posizioni è stata fissata per l’udienza davanti al gup Fabrizio Filice il primo ottobre 2025, data in cui verranno decise le modalità di svolgimento e l’eventuale rinvio a giudizio di ulteriori imputati.

Liliana Segre, il primo verdetto sugli hater

La procedura seguita in aula ha combinato richieste di risarcimento, misure rieducative e passi formali come le lettere di scuse, elementi che hanno inciso sulle singole posizioni e sul prosieguo del processo; la presenza della Fondazione Memoriale della Shoah ha reso centrale la riparazione verso l’istituzione che rappresenta la memoria della persecuzione. L’esito di Milano costituisce il primo verdetto in questo filone e, contestualmente, porta all’attenzione giudiziaria la complessità delle scelte processuali tra riti alternativi, messa alla prova e remissione delle querele. Gli sviluppi delle udienze successive decideranno come proseguirà il percorso per le restanti posizioni iscritte nel fascicolo.

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