La segretaria del Partito democratico Elly Schlein torna all’attacco della riforma elettorale voluta dal governo, ribattezzata “Melonellum”, annunciando in un’intervista a Repubblica un fronte compatto delle opposizioni contro un testo definito irricevibile e non emendabile. Un’uscita che si inserisce in una settimana di tensione politica sulla legge elettorale e sui rapporti tra maggioranza e opposizioni anche sul fronte della Rai.
L’affondo di Schlein sulla riforma elettorale
Secondo Schlein, il meccanismo previsto dalla nuova legge garantirebbe un premio di maggioranza talmente ampio da avvicinare da sola la coalizione vincente al quorum necessario per l’elezione del capo dello Stato. La leader dem ha sottolineato come le recenti dichiarazioni della premier Giorgia Meloni abbiano reso evidente, a suo giudizio, il reale obiettivo della riforma. Da qui l’annuncio di un’opposizione compatta insieme agli altri partiti di minoranza, pronti a fare fronte comune contro il testo in discussione.
La Rai e la strategia economica del Pd
Schlein è tornata anche sulla scelta delle opposizioni di abbandonare la Commissione di Vigilanza Rai, ribadendo una linea politica mai cambiata, coerente con la mancata partecipazione alle nomine del consiglio d’amministrazione. La segretaria dem si è detta convinta che Meloni sarà l’ultima premier a spartire la tv pubblica tra i partiti, promettendo l’impegno del Pd per l’attuazione del Media Freedom Act e per una riforma della governance che restituisca indipendenza alla Rai dalla politica.
Nei giorni scorsi, ospite di un evento di Federmanager, Schlein aveva inoltre presentato la strategia di crescita del partito, basata su tre assi: accelerazione della decarbonizzazione per abbassare i costi energetici, rilancio degli investimenti attraverso una politica industriale orientata alla conversione ecologica e digitale, e aumento di salari e qualità del lavoro, puntando su innovazione e formazione piuttosto che su una riduzione di diritti e retribuzioni.
