Il centro-sinistra si prepara a cambiare strategia per blindare il proprio futuro politico. Intervenendo alla Festa nazionale della Fiom a Bologna, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha lanciato un messaggio chiaro e perentorio: «Non faremo mai più l’errore e il regalo alle destre di andare divisi alle prossime elezioni». Secondo la leader dem, la futura alleanza progressista non dovrà basarsi semplicemente sulla contrapposizione al governo attuale o sui suoi passi falsi, bensì su un programma solido e condiviso che metta al centro il miglioramento concreto della vita delle persone, a partire dalle tutele occupazionali.
La difesa della Costituzione e il piano per settembre: gli obiettivi di Schlein
Per tracciare la nuova rotta, Schlein ha annunciato che la costruzione dell’agenda politica partirà ufficialmente a settembre. Questo percorso non si consumerà nelle stanze chiuse dei partiti, ma coinvolgerà direttamente i cittadini e i territori. L’obiettivo principale sarà l’attuazione, articolo per articolo, della Costituzione antifascista, rimettendo al centro il lavoro dignitoso. La segretaria ha aspramente criticato l’attuale scenario economico, sottolineando che l’Italia non può essere una Repubblica fondata sul precariato, sul lavoro povero o su una cassa integrazione che sta registrando un’impennata preoccupante.
Il muro contro la legge elettorale e le battaglie unitarie
Dal palco di Bologna, Schlein ha inoltre alzato i toni contro la nuova proposta di legge elettorale, definita «irricevibile» poiché conterrebbe un vero e proprio antipasto del premierato attraverso il meccanismo delle liste bloccate che impediscono ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti. Oltre a promettere un muro di emendamenti soppressivi contro quelle che considera forzature di palazzo, la leader del Pd ha rilanciato le storiche battaglie unitarie del centro-sinistra: la difesa di sanità e scuola pubblica, il salario minimo — che la destra ha voluto affossare nonostante l’ampio gradimento popolare —, il congedo paritario e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.
