Putin e Mattarella scrivono a Trump. Succede nel giorno in cui gli Stati Uniti festeggiano i 250 anni della loro indipendenza, ma i due messaggi arrivati alla Casa Bianca raccontano molto più del presente che del passato.
La ricorrenza del 4 luglio, quest’anno, ha un peso particolare. Non capita spesso di celebrare un quarto di millennio di storia nazionale e infatti da tutto il mondo sono arrivati messaggi di congratulazioni a Donald Trump. Tra questi spiccano quelli del presidente russo Vladimir Putin e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, diversi nei toni e soprattutto nei concetti scelti.
Putin guarda agli equilibri globali
Nel suo messaggio, Putin parte dalle congratulazioni di rito ma si concentra quasi subito su un altro tema: il rapporto tra Mosca e Washington.
Il presidente russo ricorda che Russia e Stati Uniti restano le due principali potenze nucleari del pianeta e afferma che proprio per questo hanno una responsabilità speciale nel garantire sicurezza e stabilità internazionale.
Non è una frase casuale. Arriva mentre la guerra in Ucraina continua a pesare sui rapporti tra Russia e Occidente e mentre diversi dossier internazionali, dal Medio Oriente alla sicurezza globale, restano aperti.
Più che un messaggio celebrativo, quello del Cremlino sembra quasi un richiamo al ruolo che Mosca ritiene di avere ancora nello scenario internazionale. Il riferimento alla “responsabilità speciale” delle due superpotenze nucleari va letto anche in questa chiave.
Mattarella richiama i valori della Dichiarazione d’Indipendenza
Il messaggio del Capo dello Stato italiano segue invece una strada diversa.
Mattarella sceglie di partire dal significato storico della Dichiarazione d’Indipendenza del 1776, ricordando come quei principi abbiano superato da tempo i confini americani.
Secondo il presidente della Repubblica, il 4 luglio non appartiene soltanto alla storia degli Stati Uniti. Nel corso dei decenni è diventato un simbolo per chi si riconosce nei valori della libertà, della rappresentanza democratica e della tutela dei diritti.
Un passaggio che assume un significato particolare in un momento storico in cui le democrazie occidentali sono chiamate a confrontarsi con crisi internazionali, conflitti e nuove sfide geopolitiche.
Il passaggio più politico
La parte più interessante del messaggio arriva però dopo: Mattarella sottolinea infatti che, in una fase segnata da sfide senza precedenti, è fondamentale che Italia e Stati Uniti continuino a lavorare insieme per la pace, la sicurezza e la prosperità.
Nel testo compaiono riferimenti espliciti alla Nato, alle Nazioni Unite e alla cooperazione multilaterale. Non semplici formule istituzionali, ma un richiamo a quella rete di alleanze che da decenni rappresenta uno dei pilastri della politica estera italiana.
Un anniversario che parla del presente
A colpire è proprio questo aspetto. Nessuno dei due leader si sofferma a lungo sulla storia americana.
Putin utilizza la ricorrenza per parlare di sicurezza internazionale e del rapporto tra le due maggiori potenze nucleari del mondo. Mattarella la trasforma invece in un’occasione per ribadire il valore delle alleanze e della cooperazione tra democrazie.
Due approcci diversi, due sensibilità differenti, ma lo stesso messaggio di fondo: a 250 anni dalla sua nascita, l’America continua a essere uno degli snodi centrali degli equilibri globali. E ogni parola rivolta a Washington finisce inevitabilmente per parlare anche del mondo che verrà.
