È morto all’età di 74 anni Victor Willis, storico frontman dei Village People e unico superstite della formazione originale. Voce guida del gruppo e volto del personaggio del poliziotto in uniforme, ha legato il suo nome a una stagione della disco music riconoscibile in tutto il mondo. Fondatore del progetto che negli anni Settanta portò in classifica brani poi diventati successi internazionali, Willis ha continuato a portare in tour il marchio tra lunghi periodi di assenza e contenziosi legali sull’uso del nome e sull’identità delle formazioni.
Il cantante aveva difeso nel tempo la centralità del suo ruolo sul palco e dietro le quinte, restando il punto di riferimento anche quando attorno alla band si accendevano dispute e rientri intermittenti. La sua presenza scenica, costruita attorno all’immagine di autorità del “cop”, è rimasta un tratto distintivo fino agli ultimi anni.
L’annuncio della band e le cause della morte
A dare la comunicazione ufficiale è stato proprio il gruppo, che su Facebook ha reso noto che Willis è venuto a mancare lunedì 30 giugno 2026. Secondo quanto riportato, il decesso sarebbe avvenuto a seguito di una malattia breve ma particolarmente aggressiva.
Nel messaggio, i Village People hanno voluto ricordare il ruolo centrale dell’artista nella storia della band e il forte legame che lo ha sempre unito al progetto musicale.
Il personaggio del poliziotto e l’identità sul palco
Nel gruppo, Willis interpretava il poliziotto motociclista, una figura pensata come simbolo di autorità all’interno dello show. La genesi del personaggio l’aveva raccontata la scorsa estate, durante una tappa a Palermo: «Ho creato questo personaggio perché in qualità di cantante solista avevo il controllo del gruppo: da noi il ‘cop’ è l’immagine dell’autorità ed è proprio per questo che da sempre io sono il poliziotto».
Proprio a Palermo, l’estate scorsa, aveva avuto un malore sul palco dopo aver cantato Macho man; era stato soccorso e portato in ospedale.
I brani simbolo e la discussione su Ymca
I Village People hanno firmato alcuni titoli diventati inni transgenerazionali: Macho man, In the Navy, San Francisco e Ymca. Canzoni capaci di oltrepassare i confini della disco music e di attecchire in ambiti diversi, inclusa la comunità gay, dove il repertorio ha trovato nuove letture e utilizzi pubblici.
Negli ultimi anni Willis è stato al centro di polemiche sull’interpretazione di Ymca come inno della comunità gay. Il brano, pubblicato nel 1978, è stato oggetto di un’aspra discussione anche tra i membri del gruppo. Nel 2020 “Ymca” è stato dichiarato patrimonio culturale degli Stati Uniti, un riconoscimento che ha contribuito a riaccendere il dibattito sulle origini e sul significato sociale della canzone.
Willis si è misurato con la storia del marchio anche sul piano legale: le controversie sulla titolarità del nome Village People, sulle formazioni che si esibivano con quella denominazione e sull’uso dell’immagine dei personaggi hanno segnato le stagioni più recenti della band, senza esaurire l’interesse del pubblico per i brani più noti. La sua eredità resta intrecciata a successi riconosciuti e discussi, e a questioni di proprietà e interpretazione che hanno accompagnato il gruppo fino agli ultimi anni della sua vita.
