30 giugno 2026 – Una richiesta insistente, un rifiuto e poi una violenza improvvisa che ha sconvolto un intero quartiere. È questo il quadro che emerge dalle indagini sull’omicidio di Raffaele Stipa, storico titolare della pizzeria Yoghi di Reggio Emilia, accoltellato nella serata del 29 giugno all’interno del suo locale.
Il presunto responsabile è stato identificato in Andrea Pellati, 43 anni, rintracciato e arrestato dalla polizia poche ore dopo il delitto. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe un cliente abituale della pizzeria e avrebbe agito dopo il rifiuto di ricevere una pizza gratuita.
La tragedia si è consumata poco dopo le 22.30 in via Gran Sasso d’Italia, nella zona sud della città, a poca distanza dall’ospedale Santa Maria Nuova.
La lite degenerata in omicidio
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, Andrea Pellati si sarebbe presentato nel locale chiedendo ancora una volta del cibo senza pagare. Una richiesta che, stando alle ricostruzioni raccolte dagli investigatori, non sarebbe stata la prima.
A quel punto Raffaele Stipa avrebbe rifiutato, ricordandogli di aver già acconsentito in passato a richieste simili. La situazione sarebbe però degenerata nel giro di pochi istanti.
L’uomo avrebbe estratto un coltello e colpito il pizzaiolo più volte. Durante l’aggressione è intervenuta anche Antonella Stipa, sorella della vittima e collaboratrice della pizzeria, che avrebbe tentato di difendere il fratello e fermare l’assalitore.
Anche la donna è rimasta ferita in modo grave. Trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Maria Nuova, secondo gli ultimi aggiornamenti non sarebbe in pericolo di vita.
Dopo l’aggressione il presunto killer si è dato alla fuga. Le ricerche sono scattate immediatamente e si sono concluse nella notte, quando gli agenti della Polizia di Stato hanno individuato e fermato il sospettato.
Chi era Raffaele Stipa
Originario di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, Raffaele Stipa viveva a Reggio Emilia da molti anni. Gestiva la pizzeria Yoghi insieme alla sorella da oltre vent’anni ed era una figura molto conosciuta nel quartiere.
Per residenti e clienti abituali non era soltanto il titolare di una pizzeria. Era una presenza familiare, un volto noto e un punto di riferimento per la zona.
La notizia della sua morte ha rapidamente fatto il giro della città. Fin dalle prime ore del mattino davanti al locale sono comparsi fiori, biglietti e messaggi di cordoglio lasciati da amici, clienti e vicini di casa.
Molti lo ricordano come una persona gentile, disponibile e generosa, sempre pronta ad aiutare chi si trovava in difficoltà. Una caratteristica che emerge in numerose testimonianze raccolte nelle ore successive alla tragedia.
“Era una bravissima persona”, raccontano alcuni residenti della zona. “Aveva una gentilezza che andava oltre. Qui lo conoscevano tutti”.
Le indagini e i punti ancora da chiarire
La Procura e la Squadra Mobile stanno lavorando per ricostruire con precisione ogni fase dell’accaduto.
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori ci sono anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno della pizzeria e nella zona circostante, che potrebbero contribuire a chiarire la dinamica dell’aggressione e gli istanti precedenti al delitto.
Gli accertamenti si concentrano inoltre sul profilo del presunto aggressore. Alcune fonti locali riferiscono che Andrea Pellati avrebbe avuto precedenti e problemi legati alla tossicodipendenza, aspetti che saranno valutati nell’ambito dell’inchiesta.
Nel frattempo, la morte di Raffaele Stipa ha lasciato sgomenta l’intera comunità reggiana. Un omicidio che, secondo le ricostruzioni emerse finora, sarebbe maturato per motivi apparentemente banali ma che si è trasformato in una tragedia capace di colpire profondamente una città intera.
Oggi davanti alla pizzeria Yoghi restano i fiori, i messaggi e il silenzio di un quartiere che piange uno dei suoi volti più conosciuti. Un luogo che per oltre vent’anni è stato sinonimo di convivialità e che ora è diventato il teatro di una delle pagine di cronaca più drammatiche degli ultimi anni a Reggio Emilia.
