L’obiettivo dello staff di Jannik Sinner è chiaro: ridurre a zero i rischi di rivivere una giornata storta come quella dello scorso maggio a Parigi. In vista del torneo di Wimbledon, dove l’altoatesino è chiamato a difendere il prestigioso titolo conquistato nel 2025, il team scientifico del numero uno al mondo sta studiando ogni minimo dettaglio. Nonostante gli esiti positivi dei controlli al San Raffaele di Milano e il buon rientro all’Armani Classic con la vittoria su Norrie, il principale avversario dell’azzurro in terra inglese sembra essere il meteo, con temperature anomale che sfiorano i 35 gradi a Londra.
La tecnologia del gilet e il monitoraggio costante
Per scongiurare il malessere avvertito al Roland Garros, costatogli un’inaspettata eliminazione contro Juan Manuel Cerundolo, Jannik Sinner ha testato nei giorni scorsi un innovativo gilet refrigerante. Indossato esclusivamente durante le pause delle sessioni di allenamento, questo indumento (già ampiamente sfruttato nel ciclismo e nel motorsport) assorbe il calore e mantiene costante la temperatura corporea.
E intanto cosi ci si ripara dal caldo… Gilet refrigerante #Sinner pic.twitter.com/agRLmnjuXx
— Marco Mazzoni (@marcomazz) June 24, 2026
I primi riscontri sono positivi e il tennista vi associa l’uso frequente di sacchetti di ghiaccio sul capo. Non è l’unica novità: nelle scorse settimane Sinner ha applicato sul braccio un cerotto con sensore glicemico per monitorare i livelli di glucosio nel sangue e ottimizzare la gestione energetica.
La preparazione mirata in vista del debutto sul Centrale
I duri allenamenti nel primo pomeriggio, affrontati deliberatamente sotto il sole cocente, sono serviti proprio come test estremo di adattamento in vista dell’esordio ufficiale, fissato per lunedì 29 giugno alle 14:30 sul campo Centrale.
Mentre venerdì 26 giugno il sorteggio delineerà il tabellone e il primo avversario, il campione italiano affila le armi e si affida alla tecnologia medica e sportiva per superare l’afa londinese e confermarsi sul tetto del mondo.
