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Falsi diplomi, sequestrata società in Campania: 9 indagati per associazione a delinquere

Nove indagati per associazione a delinquere e falso in atto pubblico: studenti da fuori regione ottenevano diplomi senza frequentare.

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Falsi diplomi, sequestrata società in Campania: 9 indagati per associazione a delinquere

Falsi diplomi, sequestrata società in Campania: 9 indagati per associazione a delinquere

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

La Procura della Repubblica di Nola ha coordinato il sequestro di una società che gestiva due scuole paritarie in Campania, eseguito dalla Guardia di Finanza di Napoli durante gli esami di Stato. L’intervento è scaturito da verifiche su presunti diplomi rilasciati irregolarmente. Dopo gli accertamenti, nove persone tra Napoli e Caserta hanno ricevuto avvisi di conclusione indagini e il perimetro dei controlli è stato ampliato.

Secondo il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, la società amministrava istituti paritari con sedi ad Acerra e Orta di Atella. Gli investigatori hanno riscontrato un numero consistente di iscritti provenienti da fuori regione: Lombardia, Piemonte e Sardegna figurano negli atti come aree di provenienza di diversi studenti. La Procura di Nola ha inoltre precisato che sono stati ascoltati circa ottanta studenti nel corso delle indagini.

Le iscrizioni e i flussi anomali

L’attenzione degli inquirenti si è concentrata sulla discrepanza tra i luoghi di residenza dichiarati e la presenza effettiva nelle sedi scolastiche. In numerosi casi i candidati risultavano formalmente domiciliati nel Napoletano pur mantenendo la residenza in altre regioni. Questo elemento, sommato ai riscontri documentali acquisiti, ha spinto gli investigatori ad allargare la mappa dei controlli e a incrociare le anagrafiche con i registri interni delle scuole.

Le irregolarità documentali contestate

Dagli atti sequestrati emergono profili ritenuti critici su più fronti: firme tra candidati giudicate anomale per la forte somiglianza, fogli privi di elementi identificativi essenziali e registrazioni di presenza in aule che, sulla carta, avrebbero dovuto contenere numeri di studenti incompatibili con la capienza reale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alcuni studenti avrebbero conseguito il diploma senza una frequenza regolare delle attività didattiche e, in taluni casi, senza essersi mai presentati in istituto per sostenere le prove d’esame.

La Procura ha contestato a nove persone, tra le province di Napoli e Caserta, i reati di associazione per delinquere e di falso in atto pubblico, entrambi finalizzati al rilascio di titoli di studio e di attestazioni di idoneità alla frequenza della classe quinta della scuola secondaria di secondo grado. I sigilli apposti e gli atti passano ora al vaglio dei magistrati, che valuteranno la fondatezza delle ipotesi e l’eventuale estensione del quadro accusatorio.

La posizione del ministro Valditara

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso apprezzamento per l’operazione delle Fiamme Gialle e per il coordinamento della Procura di Nola. In una nota, il ministro ha ribadito che «la scuola italiana si fonda sul merito, sull’impegno e sulla serietà dei percorsi formativi» e che «lo Stato deve essere inflessibile nei confronti di chi tenta di svilire il valore dell’istruzione e di trasformare il diritto allo studio in un mercato di certificazioni prive di reale contenuto formativo».

Valditara ha collegato i risultati dell’operazione al pacchetto di misure varato dal ministero per contrastare i cosiddetti diplomifici, sottolineando che i primi dati relativi agli Esami di Maturità 2026 confermerebbero «l’efficacia delle misure adottate per contrastare il fenomeno dei cosiddetti diplomifici». Il ministro ha richiamato poi l’esigenza di maggiore trasparenza e tracciabilità nei percorsi scolastici e ha concluso: «La legalità è la condizione imprescindibile per valorizzare il merito e costruire il futuro dei nostri giovani», a due giorni dall’inizio degli orali secondo la nuova modalità dell’esame di Stato.

Iter giudiziario e verifiche in corso

Gli atti raccolti dalla Guardia di Finanza e trasmessi alla Procura saranno ora al centro dell’istruttoria: i magistrati procederanno alle valutazioni sulla tenuta delle imputazioni e su eventuali ulteriori contestazioni. Gli uffici investigativi hanno fatto sapere che proseguiranno le verifiche amministrative sulle scuole paritarie coinvolte.

Ad oggi, i punti già certificati negli atti sono quattro: il sequestro della società che gestiva i due istituti, le anomalie documentali riscontrate nei registri e nelle firme, le audizioni di circa ottanta studenti e gli avvisi di conclusione indagini per nove persone fra Napoli e Caserta. Su questi elementi si concentra al momento il lavoro dei magistrati e dei reparti investigativi.

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