L’ennesimo caso di violenza sugli animali arriva dalla provincia di Cremona e ha suscitato forte indignazione. Un uomo di 64 anni è stato denunciato dai Carabinieri con le accuse di uccisione di animali ed esplosioni pericolose dopo aver presumibilmente sparato ai suoi due cani da caccia, sostenendo di essere esasperato dal loro continuo abbaiare.
La vicenda si è verificata nel Cremasco e ora potrebbe avere importanti conseguenze giudiziarie. L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha infatti annunciato che presenterà una denuncia formale attraverso il proprio Ufficio Legale e seguirà l’intero procedimento per chiedere l’applicazione delle pene previste dalla normativa vigente.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri, il 64enne avrebbe utilizzato una carabina regolarmente detenuta per colpire mortalmente i due cani di razza segugio. Agli investigatori avrebbe poi spiegato di aver agito perché infastidito dal continuo abbaiare degli animali.
Dopo l’uccisione, l’uomo avrebbe cercato di nascondere quanto accaduto scavando una fossa con una piccola ruspa per seppellire le carcasse. I resti dei due animali sono stati successivamente recuperati e sottoposti agli accertamenti del personale veterinario dell’ATS Val Padana, che avrebbe confermato il decesso per ferite provocate da arma da fuoco.
Nel corso delle operazioni, i militari hanno sequestrato la carabina utilizzata e disposto il ritiro cautelativo di tutte le altre armi e munizioni legalmente detenute dall’indagato.
L’intervento di Enpa e le nuove norme
L’Enpa ha definito l’episodio particolarmente grave, annunciando la volontà di seguire da vicino l’evoluzione dell’inchiesta.
La presidente nazionale dell’associazione, Giusy D’Angelo, ha sottolineato come i due animali sarebbero stati uccisi per un comportamento del tutto naturale. Per l’ente, inoltre, il tentativo di occultare i corpi rappresenterebbe un elemento ulteriore di gravità della vicenda.
L’associazione ha chiesto che vengano applicate integralmente le disposizioni introdotte dalla normativa entrata in vigore nel 2025, che ha rafforzato la tutela penale degli animali riconoscendoli come esseri senzienti e prevedendo sanzioni più severe per i reati di maltrattamento e uccisione.
La richiesta di valutare la pericolosità sociale
Oltre all’applicazione delle pene previste dalla legge, Enpa chiede che venga valutata anche l’eventuale pericolosità sociale dell’uomo.
Secondo l’associazione, un gesto di questo tipo non può essere considerato una semplice reazione a un disagio quotidiano, ma merita un approfondimento da parte dell’autorità giudiziaria per comprendere pienamente la gravità della condotta contestata.
L’ente seguirà il procedimento attraverso il proprio Ufficio Legale con l’obiettivo di accertare tutte le responsabilità e garantire l’applicazione delle misure previste dall’ordinamento. Un caso che riaccende il dibattito sulla tutela degli animali in Italia e sull’effettiva applicazione delle norme introdotte negli ultimi anni per contrastare maltrattamenti e violenze.
