Il 19 maggio 2026 la Regione Emilia-Romagna ha annunciato l’apertura delle scuole primarie dal 31 agosto, con attività extrascolastiche facoltative per i bambini dai 6 agli 11 anni. La decisione, firmata dal presidente Michele de Pascale e dall’assessora Isabella Conti, ha immediatamente scatenato le proteste del settore turistico e del mondo della scuola. La Regione difende la misura come un sostegno concreto alle famiglie.
La nota diffusa dalla regione Emilia-Romagna
Il 19 Maggio il Presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessora alla scuola Isabella Conti hanno annunciato che in Emilia-Romagna la scuola “aprirà” in anticipo. Una vera e propria modifica del calendario scolastico era stata accantonata perché, come spiegato dalla stessa Conti, intervenire sui giorni di lezione obbligatori avrebbe scontentato sia i genitori, sia il mondo della scuola. Dopo oltre un anno di dibattiti, la giunta ha quindi deciso di percorrere una strada diversa.
Di fatto non si farà lezione tradizionale: verranno organizzate attività extrascolastiche sportive, culturali ed educative gestite da educatori professionali e dal terzo settore. Il servizio è rivolto ai bambini dai 6 agli 11 anni e per il progetto la Regione ha investito 3 milioni di euro. La sperimentazione partirà in 42 comuni del territorio, tra cui tutti i capoluoghi e diverse unioni montane e interne, con l’obiettivo di coprire il periodo più critico per molte famiglie anche in termini economici, per poi essere estesa a livello regionale.
Le proteste del settore turistico
Nel frattempo, gli operatori del turismo della Riviera si lamentano: da anni chiedono di posticipare la prima campanella per allungare la stagione. A guidare la protesta è Mauro Vanni, presidente della cooperativa dei bagnini di Rimini e delle imprese balneari di Confartigianato: “La Regione sta commettendo un grave errore. Capisco che si tratti di un progetto sperimentale, solo alle elementari, senza obbligo per le famiglie. Ma così passa comunque il messaggio che in Emilia-Romagna le scuole riaprono dal 31 agosto. A noi bagnini chiedono di allungare la stagione e destagionalizzare. Che senso ha, se poi si decide di riaprire la scuola già il 31 agosto? È una follia.”
La protesta del turismo riminese nasce soprattutto dalla percezione che questa data venga letta come rientro scolastico anticipato e accorci psicologicamente la stagione balneare, più che dal contenuto concreto della decisione. Le lezioni ordinarie, infatti, restano fissate al 15 settembre 2026, come da calendario.
Le polemiche nel mondo della scuola
Il provvedimento è diventato subito tema di dibattito, tra chi lo celebra e chi ribadisce che la scuola “non è un parcheggio”. Una decisione che riaccende la discussione sulle vacanze estive in Italia: due mesi giudicati spesso troppo lunghi date le esigenze lavorative delle famiglie e la necessità di supplire con centri estivi privati sempre più costosi e sempre meno alla portata delle persone comuni.
La replica della Regione Emilia-Romagna
L’assessora Conti ha respinto questa lettura, sostenendo che l’obiettivo dell’iniziativa sia rafforzare il ruolo sociale della scuola e offrire un sostegno concreto alle famiglie. Ha osservato che le condizioni economiche e organizzative delle famiglie sono profondamente cambiate rispetto al passato: tra aumento del costo della vita, inflazione e difficoltà nel conciliare lavoro e cura dei figli, molte famiglie non dispongono più delle reti di sostegno che esistevano anni fa.
“Noi, come Regione, mettiamo a disposizione le risorse e i Comuni possono coinvolgere il terzo settore ed educatori per organizzare attività non didattiche, ma ludico-ricreative e integrative: sport, teatro, musica, cinema. Vuole essere un segnale chiaro del fatto che le istituzioni sono accanto alle famiglie e ai genitori“, ha dichiarato Conti a Fanpage.
Se la sperimentazione darà risultati positivi, la Regione potrebbe proporre il modello anche al governo nazionale. Una misura che, al di là delle critiche degli albergatori e del mondo scolastico, rimane innovativa e, per ora, un unicum in Italia.
