Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, ha richiamato un saggio del 1969 di Robert Mundell durante un workshop del CEPR e dell’Università Luiss a Roma, ieri. Ha collegato quell’analisi alle sfide economiche attuali dell’Europa e ha messo in fila tre priorità operative. Ha inserito l’intervento nella storia recente dell’euro, dalla crisi finanziaria del 2007-08 alla crisi del debito sovrano del 2010-11, fino alla pandemia e all’aumento dei prezzi dell’energia dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Nel suo passaggio più netto, ha citato testualmente Mundell: «È tempo che gli europei si sveglino». Ha ricordato che l’economista canadese, Nobel 1999, vedeva l’unione monetaria anche come progetto politico e ha rilanciato un secondo passaggio: «Il caso per una moneta europea deve essere fatto principalmente su basi politiche».
Tre priorità per crescita, mercati e euro digitale
Panetta ha tradotto il richiamo teorico in tre fronti concreti. Primo: rilanciare la crescita con riforme e investimenti comuni in ricerca, energia, infrastrutture digitali e intelligenza artificiale. Secondo: costruire una vera unione dei mercati dei capitali, semplificando e armonizzando la regolazione e sviluppando strumenti finanziari europei garantiti congiuntamente. Terzo: rafforzare la sovranità monetaria digitale con uno euro digitale accessibile nelle transazioni quotidiane.
Sui mercati dei capitali ha avvertito che «l’Europa non può finanziare l’innovazione, la transizione verde e le capacità di difesa attraverso mercati nazionali frammentati». Ha chiesto misure per accrescere l’offerta di attività sicure a livello europeo e una regolazione più semplice per facilitare investimenti comuni e mercati integrati.
Sovranità nei pagamenti e spinta all’euro digitale
Riprendendo l’osservazione di Mundell sul ruolo del dollaro e del mercato degli eurodollari, Panetta ha sottolineato che oggi le infrastrutture dei pagamenti possono diventare «strumenti di pressione geopolitica». Per questo ha auspicato lo sviluppo di un euro digitale affinché la moneta della banca centrale «rimanga disponibile in forma digitale ovunque avvengano i pagamenti».
Nel corso dell’intervento ha alternato riferimenti storici e proposte operative, indicando strumenti e modifiche regolamentari per tradurre in pratica le tre priorità. L’approccio, ancorato al filone inaugurato da Mundell nel 1969 e noto per il saggio del 1961 sulle aree valutarie ottimali, è stato presentato come leva per affrontare simultaneamente innovazione, transizione energetica e resilienza finanziaria.
Il workshop in onore di Robert Mundell, organizzato dal CEPR e dall’Università Luiss, si è svolto a Roma e ha riunito economisti e decisori chiamati a valutare i passaggi tecnici e regolamentari necessari per attuare le tre linee indicate da Panetta.
