Gli Stati Uniti hanno chiuso il primo trimestre 2026 con un deficit delle partite correnti di 226,8 miliardi di dollari. Il Bureau of Economic Analysis ha riferito a Washington il 24 giugno che il dato ha superato le attese di mercato, stimate attorno a 212 miliardi. Il saldo si è allargato di 5,8 miliardi rispetto al quarto trimestre 2025, rivisto a -221,1 miliardi dai -190,7 miliardi iniziali, e il rapporto deficit/Pil è salito al 2,9% dal 2,8% precedente. Nello stesso periodo sia importazioni sia esportazioni sono aumentate, con un divario favorevole alle importazioni che ha inciso sull’andamento del saldo.
Scambi e componenti del conto corrente
Nel rapporto, il BEA indica che le esportazioni totali sono aumentate di 50 miliardi, a 1.380 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono cresciute di 55,8 miliardi, a 1.610 miliardi. L’incremento delle importazioni ha quindi superato quello delle esportazioni e ha contribuito all’ampliamento del disavanzo. Il conto corrente non si limita alla bilancia di beni e servizi: comprende anche i redditi da investimenti e i trasferimenti correnti con l’estero, voci che possono modificare il saldo a prescindere dal commercio. La variazione osservata nel trimestre riflette la combinazione di questi movimenti reali e finanziari. Per questo il BEA e diversi analisti utilizzano le partite correnti come indicatore ampio della posizione esterna di un Paese.
Posizione con l’estero e patrimonio finanziario
Il Bureau ha pubblicato anche la posizione patrimoniale netta sull’estero. A fine primo trimestre, la posizione netta di investimento internazionale è risultata pari a -21,27 trilioni di dollari, in miglioramento rispetto ai -21,87 trilioni registrati a fine quarto trimestre 2025. Le attività estere detenute dagli Stati Uniti sono state valutate in 43,37 trilioni, a fronte di passività per 64,64 trilioni. Il recupero della posizione netta si inserisce nello stesso quadro di scambi e flussi finanziari che ha alimentato la dinamica del conto corrente.
Pil, domanda interna e calendario
Nello stesso pacchetto statistico il BEA ha confermato la seconda stima del Pil reale del primo trimestre 2026, con una crescita annua dell’1,6%. Secondo l’agenzia, a sostegno dell’aumento del prodotto hanno contribuito esportazioni, investimenti, spesa dei consumatori e spesa pubblica. Il confronto sequenziale del disavanzo, inoltre, risente della revisione del quarto trimestre 2025, che ha ricalibrato la base di partenza a -221,1 miliardi. Il calendario delle statistiche internazionali prevede la prossima pubblicazione il 24 settembre 2026.
