La Federcalcio si è riunita a Roma per eleggere il nuovo presidente della Figc, aprendo l’era post Gabriele Gravina con un passaggio chiave per l’assetto del calcio italiano. L’elezione si svolge a scrutinio segreto. In corsa ci sono Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, e l’esito può maturare già alla prima tornata se gli schieramenti confermeranno i numeri annunciati.
Entrambi i candidati sono presenti in assemblea e hanno rivendicato programmi di riforma immediatamente attivabili, nella cornice di un mandato che dovrà traghettare la Federazione oltre la gestione Gravina.
Schieramenti e pesi in assemblea
All’ingresso dell’assemblea è stato indicato che la candidatura di Malagò è appoggiata da Lega Serie A, Lega Serie B, Associazione Italiana Allenatori e Associazione Italiana Calciatori. Abete ha invece puntato sulla forza del mondo dilettantistico e sul sostegno della Lega Nazionale Dilettanti, che detiene una quota significativa dei voti nelle assemblee federali.
La Serie C è stata segnalata come l’area potenzialmente decisiva: delegazioni e club di terza serie, ascoltati nelle ore precedenti, hanno posto l’attenzione su sostenibilità economica e organizzazione delle competizioni professionistiche, temi che possono orientare la scelta finale.
I programmi presentati
Le priorità elencate dai due candidati convergono su alcuni assi comuni: sostenibilità economica dei club, ridefinizione dell’assetto delle Leghe, investimenti nei settori giovanili e revisione dei rapporti con istituzioni sportive e politica. Da qui si aprono differenze di impostazione.
Malagò ha richiamato la necessità di una gestione più centralizzata dei dossier internazionali, con una cabina di regia federale capace di coordinare interessi e interlocuzioni, e ha presentato un piano di rilancio dei vivai. Abete ha riportato in primo piano le esigenze della base territoriale, proponendo strumenti di sostegno finanziario per le società più fragili e maggiore rappresentanza per i club dilettantistici nei processi decisionali.
Entrambi hanno illustrato misure attese già nel breve periodo: criteri più stringenti di trasparenza finanziaria, norme per la patrimonializzazione delle società e interventi sulla riforma arbitrale, con l’obiettivo di ridurre aree grigie regolamentari e rafforzare credibilità e tracciabilità dei bilanci.
Regole del voto e prime decisioni attese
L’assemblea vota a scrutinio segreto e lo statuto federale consente la proclamazione del vincitore in prima o in successive tornate, a seconda dei numeri. Se i blocchi di sostegno resteranno compatti, l’esito potrà definirsi al primo passaggio.
Per chi sarà eletto, il primo banco di prova operativo sarà la nomina del commissario tecnico della Nazionale e la definizione di un percorso tecnico per recuperare competitività dopo la mancata qualificazione ai Mondiali. In agenda anche la sistemazione dei calendari, la riforma dei campionati e la gestione dei rapporti con Uefa e Coni, temi su cui la nuova governance dovrà imprimere tempi e metodo.
Gravina lascia: il saluto e i tempi
Gabriele Gravina ha lasciato la carica prima dell’assemblea elettiva e ha preso la parola per un saluto istituzionale. «La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e molto sofferta. Una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale», ha affermato durante il suo intervento, rivendicando il lavoro svolto, chiedendo riforme e nuovi investimenti sui giovani e ammettendo errori pur ribadendo l’impegno verso il calcio italiano. Le dimissioni hanno compresso il calendario: la successione è stata accelerata e il mandato del nuovo presidente avrà durata biennale (due anni).
Reazioni e prossimi passi
Nel dibattito in assemblea, il presidente della Lega Serie A ha chiesto per la massima serie un ruolo di guida nei processi federali; esponenti della Lega Nazionale Dilettanti hanno insistito sulla tutela del calcio di base. Nelle ore a seguire l’assemblea procederà con le operazioni di voto e, al termine dello scrutinio, il presidente proclamato dovrà avviare i primi atti: scelta del ct, definizione del piano di riforme, apertura dei tavoli con Coni e Uefa.
