Per anni sono stati descritti come due alleati naturali della destra occidentale, accomunati da posizioni conservatrici e da una sintonia politica che sembrava destinata a consolidarsi. Negli ultimi mesi, però, il rapporto tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è progressivamente deteriorato, fino ad arrivare a dichiarazioni pubbliche sempre più dure. L’ultimo episodio è arrivato il 19 giugno 2026, ma rappresenta soltanto l’ennesimo capitolo di una tensione che va avanti da tempo.
L’ultima stoccata di Trump a Meloni: “Mi ha implorato di fare una foto”
L’affondo più recente è arrivato durante una telefonata alla trasmissione televisiva “L’Aria che tira” su La7. Trump ha sostenuto che Meloni fosse particolarmente soddisfatta del fatto che lui le avesse rivolto la parola durante il G7 e ha aggiunto di non essere stato obbligato a incontrarla.
Il presidente americano ha poi utilizzato parole che hanno immediatamente fatto discutere, affermando che la premier italiana lo avrebbe “implorato” per ottenere una fotografia insieme e che avrebbe accettato soltanto perché gli aveva fatto “pena”. Dichiarazioni che hanno avuto ampia eco mediatica e che hanno ulteriormente alimentato le tensioni tra i due leader.
Lo scambio al G7 e la battuta sull'”abbandono”
Già pochi giorni prima, a margine del G7 di Évian-les-Bains, le telecamere avevano immortalato un momento che aveva attirato l’attenzione degli osservatori internazionali. Durante una conversazione con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e Meloni, il presidente del Consiglio europeo António Costa si era avvicinato chiedendo ai due se fossero tornati amici.
La presidente del Consiglio aveva risposto con un sorriso sostenendo che lo erano sempre stati, ma Trump aveva replicato con una frase destinata a fare notizia: “Sono stato abbandonato”. Meloni aveva reagito con una risata, negando l’accusa, in una scena che molti hanno interpretato come il segnale di un rapporto ormai lontano dalla sintonia del passato.
Le critiche sulla guerra con l’Iran
La frattura più evidente tra i due leader si è però consumata nella primavera del 2026 sul dossier iraniano. Trump ha criticato apertamente la scelta del governo italiano di non sostenere l’intervento militare statunitense contro Teheran.
In un’intervista al Corriere della Sera, il presidente americano aveva dichiarato di essere rimasto sorpreso dall’atteggiamento della premier italiana. “Pensavo avesse coraggio, mi sbagliavo”, aveva affermato, accusandola di non voler aiutare gli Stati Uniti nella gestione della crisi con l’Iran.
Le parole di Trump arrivavano in un momento delicato per Meloni, alle prese con tensioni interne e con un crescente dibattito sulla posizione dell’Italia rispetto al conflitto mediorientale.
Lo scontro tra Trump e Meloni su Papa Leone XIV
Ad aggravare ulteriormente il clima ci aveva pensato una polemica che coinvolgeva direttamente Papa Leone XIV. Dopo alcune dichiarazioni critiche di Trump nei confronti del pontefice, Meloni aveva definito quelle parole “inaccettabili”, prendendo pubblicamente le distanze dal presidente americano.
La replica di Trump non si era fatta attendere. Il leader statunitense aveva ribaltato l’accusa sostenendo che fosse la stessa Meloni a essere “inaccettabile” e aveva contestato la sua linea sull’Iran, affermando che l’Italia non stesse prendendo sul serio la minaccia rappresentata dal programma nucleare iraniano.
La minaccia sul ritiro delle truppe americane
Un altro episodio significativo è arrivato a maggio, quando Trump ha ventilato la possibilità di ridurre o trasferire la presenza militare americana nelle basi situate in Italia.
Secondo quanto riportato da diversi media internazionali, il presidente statunitense aveva dichiarato di stare valutando questa opzione perché, a suo dire, Roma non avrebbe sostenuto Washington nei momenti di maggiore necessità. Trump aveva affermato che “l’Italia non c’era quando serviva”, collegando nuovamente il tema alla mancata adesione italiana alla linea americana sulla crisi iraniana.
Le dichiarazioni avevano provocato reazioni immediate da parte del governo italiano, con il ministro della Difesa Guido Crosetto che aveva espresso perplessità sulle motivazioni addotte dal presidente americano.
Trump e Meloni, da alleati privilegiati a rapporto in crisi
Nonostante le tensioni, Meloni ha continuato a definire gli Stati Uniti un alleato strategico fondamentale per l’Italia. Allo stesso tempo ha più volte sottolineato che un rapporto di amicizia tra governi non può impedire di esprimere dissenso quando necessario.
Molti analisti ritengono che dietro la crescente distanza tra i due leader vi siano soprattutto le divergenze sulla guerra in Iran, il conflitto in Medio Oriente, il ruolo della NATO e le critiche rivolte da Trump al Papa. Il risultato è che quello che fino a pochi mesi fa veniva considerato uno dei rapporti più solidi tra Washington e una capitale europea si è trasformato in un confronto sempre più acceso.
L’episodio della foto al G7 rappresenta quindi soltanto l’ultimo tassello di una serie di scontri pubblici che hanno profondamente modificato il rapporto tra Trump e Meloni, portando alla luce divisioni politiche e strategiche sempre più difficili da nascondere.
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