Sono trascorsi sette anni dal 13 agosto 2019, il giorno in cui Nadia Toffa si è spenta a 40 anni a causa di un tumore cerebrale, un glioblastoma di quarto grado. Per ricordarla, le ex colleghe e gli storici compagni di viaggio de Le Iene Giulio Golia, Nina Palmieri e Roberta Rei, hanno condiviso un pensiero sui social. Sui loro profili Instagram sono comparsi messaggi dedicati all’inviata, un affetto profondo che il passare degli anni non ha affatto scalfito.
Gli ex amici e colleghi ricordano Nadia Toffa
Giulio Golia ha affidato ad Instagram poche parole cariche di affetto: “Ciao Piccolina, sono passati 7 anni e manchi come il primo giorno”. Roberta Rei ha scelto invece la semplicità delle immagini, pubblicando alcuni scatti in cui l’inviata appare sorridente, accompagnati soltanto dal suo nome: Nadia.
Particolarmente emozionante è stato anche il messaggio di Nina Palmieri, che ha ripercorso la nostalgia per i momenti non vissuti insieme: “Ogni anno, il 13 agosto, cerco delle foto di te nella mia galleria piena di tutto. E ogni anno diventano sempre le stesse. Avremmo dovuto farne tante, ne avremmo fatte tante negli anni che pensavamo di avere“. Ricordando il legame che le univa, l’inviata ha poi aggiunto: “Non ne faremo più ma Tu sei in tutte le cose belle che ogni giorno mi fanno sorridere ed essere grata. Ubuntu Toffa. So che anche oggi stai ballando“.

I post hanno subito raccolto l’abbraccio virtuale del pubblico. Nei commenti, tantissimi utenti e lettori si sono uniti al ricordo della giornalista lasciando pensieri d’amore, cuori e testimonianze d’affetto, a conferma di un legame con i telespettatori che la scomparsa non ha mai spezzato.
Il giornalismo sul campo e la battaglia raccontata a viso aperto
Un affetto così solido affonda le sue radici non solo nella sua storia professionale, dimostrata sul campo con inchieste importantissime, come quelle condotte a Taranto sull’Ilva, ma anche nel modo in cui ha affrontato la prova più difficile.
Di fronte alla scoperta del tumore, la conduttrice scelse infatti di condividere apertamente e senza filtri il proprio percorso di cura e il proprio percorso personale. Un’esposizione vissuta a viso aperto con cui ha trasformato la sua battaglia in una testimonianza di grande coraggio, diventando un punto di riferimento e un conforto per chiunque si trovasse a combattere la stessa malattia.
