11 giugno 2026 – Quattro giovani sono finiti sotto la lente della Procura di Milano per una presunta violenza sessuale di gruppo su una studentessa Erasmus. Due di loro si sono presentati spontaneamente, decisi a spiegare la loro versione davanti ai pubblici ministeri Letizia Mannella e Rosaria Stagnaro. Nessuno dei due ha ammesso responsabilità, anzi, hanno respinto con forza le accuse. Intanto, gli investigatori scavano tra testimonianze spesso contrastanti, cercando di ricostruire una verità ancora confusa.
Violenza sessuale su una studentessa Erasmus: gli indagati si presentano in Procura
In Procura a Milano, due giovani, accompagnati dai loro avvocati, si sono presentati per rendere dichiarazioni spontanee. Uno di loro, un italiano di 24 anni, ha voluto parlare direttamente con i magistrati per negare gli abusi di cui è accusato. La difesa aveva chiesto un’audizione formale, ma gli inquirenti hanno preferito raccogliere dichiarazioni spontanee tramite la polizia giudiziaria. Le loro versioni contestano quelle della vittima. Gli investigatori sono ora concentrati a verificare con attenzione ogni parola, cercando riscontri incrociati che possano consolidare la ricostruzione dei fatti.
La notte del 22 maggio: cosa è successo in via Corelli
Le indagini puntano a ricostruire quanto accaduto nella notte tra il 22 e il 23 maggio 2026, in una discoteca di via Corelli, periferia est di Milano. La vittima, una studentessa spagnola di vent’anni, arrivata in Italia per un’esperienza Erasmus, ha trascorso la serata nel locale dove, secondo le accuse, si sarebbero consumati gli abusi. Stando agli elementi raccolti, due ragazzi l’avrebbero avvicinata all’interno e poi portata fuori, in una zona meno frequentata.
Poi, si sarebbero aggiunti altri due giovani, su richiesta dei primi, e le violenze sarebbero continuate dentro un’auto. Gli investigatori parlano di atti “brutali”, a sottolineare la gravità della vicenda. I nomi dei giovani, tutti italiani e molto giovani, restano coperti per la delicatezza del caso. La ragazza è stata subito assistita, accompagnata da un’amica alla clinica Mangiagalli, specializzata in casi di violenza. Qui ha ricevuto le cure necessarie prima di presentare denuncia alla Questura di Milano, dove è stata ascoltata e verbalizzata. Terminata la procedura, è rientrata in Spagna dalla famiglia.
Le indagini sulla violenza sessuale: prove, telecamere e celle telefoniche
L’attività investigativa, guidata dalle pm Mannella e Stagnaro, va avanti a ritmo serrato. L’obiettivo è ricostruire la dinamica esatta e identificare con certezza i quattro ragazzi coinvolti. Finora sono state attivate diverse piste: dall’analisi dei reperti scientifici raccolti nelle aree collegate all’episodio, fondamentali per confermare o smentire le versioni fin qui emerse, al controllo delle immagini delle telecamere di sorveglianza installate vicino alla discoteca e nei dintorni. Si cerca così di seguire i movimenti dei sospetti nelle ore critiche. Un ruolo chiave lo hanno anche i dati delle celle telefoniche, che aiutano a ricostruire gli spostamenti e i contatti tra le persone coinvolte.
Il fascicolo, seguito con attenzione dalle pm Mannella, nota per il suo impegno contro la violenza di genere, e Stagnaro, mette in luce la gravità dei fatti. Nelle prossime settimane si attendono nuovi riscontri e testimonianze per fare chiarezza e individuare responsabilità.
Per approfondire: Studentessa Erasmus denuncia una violenza sessuale fuori da una discoteca a Milano
