Un giovane speleologo di 20 anni è rimasto bloccato sotto una roccia a circa 120 metri di profondità nella Grotta dei Cinghiali Volanti, a Garessio . L’incidente è avvenuto intorno alle 17, quando il gruppo ha chiamato il 112. Il ragazzo, ferito a un piede, non è riuscito a risalire a causa di una roccia staccatasi da una parete che gli impediva ogni movimento.
Sono intervenute squadre specializzate del Soccorso Alpino e Speleologico da Piemonte, Liguria e Lombardia, insieme a medici e tecnici disostruttori per allargare le strettoie e consentire il recupero. La prima squadra è arrivata circa un’ora dopo l’allarme, ha raggiunto la frazione Pianbernardo a 1.200 metri di quota e si è calata nella grotta per stabilizzare il ferito e installare una linea telefonica via cavo per comunicare con la superficie.
Le operazioni di recupero proseguiranno nella giornata di lunedì, vista la profondità e la complessità dell’ambiente sotterraneo.
L’intervento ricorda quello di luglio scorso all’Abisso Paperino, vicino a Ormea, sempre in provincia di Cuneo. In quel caso uno speleologo di 62 anni, Marco Massola, era rimasto ferito alla testa da una caduta di massi e bloccato a circa 40 metri di profondità. Le operazioni di soccorso avevano coinvolto più di 50 tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico e avevano previsto l’uso di microcariche esplosive per allargare le strettoie della grotta.
Massola era stato immobilizzato con un dispositivo per la colonna vertebrale e trasportato in superficie dopo circa 24 ore. Era stato stabilizzato in una tenda riscaldata allestita nell’antro e poi trasferito in ospedale con l’elisoccorso. A dieci mesi di distanza, Massola ha dichiarato di aver ricevuto notizie rassicuranti sullo speleologo bloccato nella Grotta dei Cinghiali Volanti.
