Il caldo estremo arriva in anticipo e mette sotto pressione l’Europa occidentale. A fine maggio, quando l’estate meteorologica non è ancora cominciata, una bolla di aria torrida ha spinto le temperature su valori più vicini a luglio che alla primavera, con record caduti tra Regno Unito, Francia, Spagna e Italia. Il bilancio provvisorio parla già di almeno 11 morti in Europa legati direttamente o indirettamente all’ondata di calore.
Il dato resta in evoluzione, perché in diversi casi si tratta di decessi avvenuti mentre le persone cercavano refrigerio in mare, nei laghi o durante attività fisiche svolte con temperature particolarmente elevate. Ma il quadro è già sufficiente per confermare la portata dell’anomalia: l’ondata di caldo non colpisce solo il Mediterraneo, ma anche aree tradizionalmente più temperate, meno abituate a temperature così alte in questo periodo dell’anno.
Temperature record da Londra a Parigi
Nel Regno Unito il caldo ha riscritto i primati di maggio. A Kew Gardens, Londra, sono stati registrati 35,1 gradi, un valore che ha superato il precedente record mensile appena stabilito nelle ore precedenti. Anche la notte non ha portato un vero sollievo: nella capitale britannica si è verificata una rara “notte tropicale”, con la temperatura rimasta sopra i 20 gradi.
In Francia, le temperature hanno raggiunto i 36 gradi in alcune aree del Paese, con valori anche di oltre 10 gradi sopra la norma stagionale. Le autorità francesi hanno segnalato decessi potenzialmente collegati al caldo, tra annegamenti e malori durante competizioni sportive. In Spagna, Siviglia ha toccato i 38 gradi, mentre ampie zone della penisola iberica hanno registrato valori tra 5 e 10 gradi superiori alla media. Il fenomeno viene associato a una “cupola di calore”, cioè un’area di alta pressione che intrappola l’aria calda e favorisce temperature persistentemente elevate.
In Italia primi bollini rossi per il caldo anomalo
Anche l’Italia è coinvolta dalla fase di caldo anomalo, soprattutto al Centro-Nord. Il ministero della Salute ha riattivato dal 25 maggio i bollettini sulle ondate di calore, che monitorano 27 città con previsioni a 24, 48 e 72 ore. Il sistema prevede quattro livelli di rischio: dal livello 0, senza rischio, al livello 3, il bollino rosso, che indica una vera ondata di calore con condizioni di rischio persistenti per più giorni.
Per giovedì 28 maggio sono previste quattro città da bollino rosso: Bologna, Firenze, Roma e Torino. Il livello massimo segnala possibili effetti negativi sulla salute non solo per anziani, bambini, malati cronici e donne in gravidanza, ma anche per persone sane e attive. È il segnale che l’episodio non va letto come una semplice fiammata estiva anticipata, ma come una condizione potenzialmente critica per la salute pubblica.
Il legame con la crisi climatica
Gli esperti collegano la maggiore frequenza e intensità delle ondate di calore al riscaldamento globale. Il rapporto europeo sullo stato del clima 2025, realizzato da Copernicus ed ECMWF con l’Organizzazione meteorologica mondiale, indica l’Europa come il continente che si sta riscaldando più rapidamente. Nel 2025 almeno il 95% del territorio europeo ha registrato temperature annue superiori alla media.
Il caldo di questi giorni si inserisce dunque in una tendenza più ampia: eventi estremi più precoci, più intensi e più difficili da gestire per città e infrastrutture non sempre preparate. Il mese di maggio, in questo scenario, smette di essere una stagione di transizione e diventa sempre più spesso un banco di prova per l’estate che verrà.
