La guerra in Ucraina si estende sempre più sul piano diplomatico. Un gruppo di circa cinquanta Stati membri delle Nazioni Unite, tra cui l’Italia, ha denunciato pubblicamente quelle che definisce minacce rivolte dalla Russia alle rappresentanze diplomatiche presenti a Kiev. La presa di posizione arriva in un momento di forte escalation verbale e militare, con nuovi avvertimenti lanciati da Mosca e una crescente preoccupazione internazionale per la sicurezza nella capitale ucraina.
La dichiarazione dei Paesi membri dell’Onu
La protesta è stata formalizzata attraverso una dichiarazione letta alle Nazioni Unite dall’ambasciatore ucraino Andrii Melnyk. Nel testo, i firmatari, insieme all’Unione Europea, esprimono una netta condanna per le recenti affermazioni provenienti dalla Russia nei confronti delle istituzioni diplomatiche e delle ambasciate straniere operative a Kiev.
Secondo la dichiarazione, si tratta di comportamenti ritenuti inaccettabili dalla comunità internazionale. La reazione arriva dopo che le autorità russe hanno invitato i cittadini stranieri presenti nella capitale ucraina, compreso il personale diplomatico, a lasciare la città in previsione di ulteriori attacchi militari.
Berlino convoca l’ambasciatore russo
Tra i Paesi che hanno reagito con maggiore fermezza c’è la Germania. Il ministero degli Esteri di Berlino ha convocato l’ambasciatore russo per chiedere chiarimenti e manifestare il proprio dissenso rispetto alle dichiarazioni provenienti da Mosca.
In un messaggio diffuso sulla piattaforma X, il governo tedesco ha ribadito che non intende lasciarsi intimidire dalle minacce e che continuerà a sostenere l’Ucraina. La decisione è maturata dopo il pesante attacco che ha colpito Kiev nel fine settimana e dopo i successivi avvertimenti russi riguardanti nuovi possibili raid.
Mosca accusa l’Europa di alimentare il conflitto
Sul fronte opposto, la Russia continua a puntare il dito contro i Paesi europei. Il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov ha sostenuto che alcune forze politiche del continente sarebbero impegnate a favorire un’escalation della guerra con l’obiettivo di infliggere una sconfitta strategica a Mosca.
Intervenendo a un forum internazionale sulla sicurezza, Ryabkov ha affermato che diversi attori europei starebbero assumendo il ruolo di principali provocatori nel conflitto ucraino, contribuendo ad aumentare i rischi per la stabilità internazionale.
I “centri decisionali” nel mirino di Mosca
A suscitare ulteriori preoccupazioni sono state anche le dichiarazioni del presidente della commissione Difesa della Duma, Andrei Kartapolov, che ha cercato di chiarire quali potrebbero essere gli obiettivi di eventuali nuovi attacchi russi.
Secondo il parlamentare, né la Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, né l’ufficio del presidente Volodymyr Zelensky rientrerebbero tra i cosiddetti “centri decisionali” che Mosca considera potenziali bersagli. Kartapolov ha sostenuto che i deputati non hanno un ruolo operativo nella conduzione delle operazioni militari e che lo stesso Zelensky non utilizzerebbe abitualmente il proprio ufficio.
Il deputato ha invece indicato come possibili obiettivi strutture di comando protette delle forze armate e dei servizi di sicurezza ucraini, precisando tuttavia che tali installazioni non si troverebbero nel centro della capitale.
L’allarme sui rischi nucleari
Nelle stesse ore, Ryabkov ha lanciato un ulteriore monito sul deterioramento delle relazioni tra le principali potenze mondiali. Secondo il vice ministro, le tensioni tra gli Stati dotati di arsenali nucleari che siedono nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu starebbero raggiungendo livelli particolarmente preoccupanti.
Mosca attribuisce la responsabilità di questo scenario alle politiche dell’Occidente e sostiene che il rafforzamento delle capacità nucleari della Nato stia producendo conseguenze strategiche di ampia portata. Per la diplomazia russa, il rischio è quello di un progressivo aumento delle tensioni fino alla possibilità di scontri diretti tra potenze nucleari, con effetti che Ryabkov ha definito potenzialmente catastrofici.
Un clima internazionale sempre più teso
Le accuse incrociate, le minacce percepite alle sedi diplomatiche e i continui richiami al rischio di escalation mostrano quanto il conflitto in Ucraina continui a generare effetti ben oltre il campo di battaglia. Mentre decine di Paesi chiedono garanzie per la sicurezza dei propri diplomatici a Kiev, la Russia insiste nel denunciare il coinvolgimento dell’Occidente e avverte sui pericoli di una contrapposizione sempre più diretta tra le grandi potenze. Un quadro che alimenta nuove tensioni e rende ancora più complesso il percorso verso una possibile soluzione della crisi.
