Una nuova frontiera della chirurgia oncologica arriva da Milano. All’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) un’équipe multidisciplinare guidata dal professor Lorenzo Spaggiari ha eseguito con successo un intervento definito senza precedenti nella letteratura medica: la rimozione di un avanzato carcinoma adenoidocistico delle vie aeree della parte sinistra, un tumore rarissimo e considerato fino a oggi praticamente incurabile in casi così estesi.
A sei mesi dall’operazione, il paziente, un quarantenne, sta bene ed è tornato alla sua vita quotidiana.
Un tumore rarissimo: solo 15 casi al mondo
Il carcinoma adenoidocistico colpisce soprattutto trachea, bronchi e carena, generalmente nella parte destra del torace. I casi localizzati nella parte sinistra sono estremamente rari: secondo quanto spiegato dall’IEO, nel mondo ne sarebbero stati registrati appena 15. Ed è proprio questa rarità ad aver reso l’intervento particolarmente complesso.
Il tumore del paziente era infatti esteso al bronco sinistro, alla carena, al terzo inferiore della trachea e perfino all’atrio sinistro del cuore. Secondo Spaggiari, gli interventi eseguiti finora nel mondo su casi simili avevano mostrato risultati molto limitati, soprattutto a causa dell’elevata invasività chirurgica.
L’intervento innovativo dello IEO, mai eseguito prima
Per affrontare il caso, l’équipe dello IEO ha progettato una tecnica completamente nuova chiamata left tracheal sleeve pneumonectomy.
L’operazione è durata oltre sei ore ed è stata eseguita attraverso un unico accesso chirurgico sotto l’ascella, con l’obiettivo di rimuovere tutta la massa tumorale riducendo al minimo l’impatto sulle funzionalità respiratorie e cardiovascolari del paziente.
Uno degli elementi centrali dell’intervento è stato l’utilizzo dell’ECMO, il sistema di ossigenazione extracorporea che permette di mantenere in circolo sangue ossigenato senza la normale ventilazione polmonare durante la chirurgia.
Dopo l’operazione, il paziente è stato inoltre trattato con protonterapia presso il Centro Protoni IEO per massimizzare l’efficacia terapeutica.
Un intervento che potrebbe cambiare la chirurgia oncologica
Lo stesso Spaggiari ha definito l’intervento “storico”, sottolineando come possa aprire nuove possibilità terapeutiche per tumori considerati fino a oggi quasi impossibili da trattare chirurgicamente.
Secondo il chirurgo, il risultato ottenuto è stato possibile grazie alla combinazione di esperienza chirurgica altamente specializzata, tecnologie avanzate e approccio multidisciplinare. Ed è anche per questo che il caso sta attirando attenzione nel mondo medico internazionale: oltre al risultato clinico, l’intervento rappresenta soprattutto un possibile cambio di prospettiva per pazienti oncologici che fino a oggi avevano pochissime possibilità terapeutiche.
