Il 25 maggio 2026 Roberto Vannacci ha inaugurato la prima sede triveneta del neo partito Futuro Nazionale a Verona. L’occasione gli ha permesso di rilasciare numerose dichiarazioni su vari temi caldi: dalla presunta crisi di governo alla legge elettorale, fino alle alleanze politiche e alle critiche a Marina Berlusconi. Nello stesso giorno, Francesca Martini, ex deputata della lega e sottosegretaria alla Salute durante il quarto governo Berlusconi, ha lasciato il partito per aderire a Futuro Nazionale, intervenendo nell’inaugurazione veronese.
I nuovi arrivi: da Martini ai consiglieri lombardi
Martini arriva con un bagaglio politico solido e ben radicato nel Veneto. Laureata in lingue e letterature straniere, ha iniziato come docente universitaria prima di entrare in politica con la Lega Nord. Deputata per due legislature, ha ricoperto incarichi di rilievo: assessore alla sanità in Veneto sotto la presidenza di Giancarlo Galan e poi sottosegretaria al Ministero della Salute nel governo Berlusconi dal 2009 al 2011. Durante l’inaugurazione della sede di Verona ha annunciato la sua adesione a Futuro Nazionale, ribadendo l’impegno per un percorso che vuole superare i “vecchi schemi” della destra tradizionale.
Non è stata l’unica ad aderire al partito nel corso della giornata: in Lombardia, due consiglieri regionali hanno fatto lo stesso passo, Luca Ferrazzi, del gruppo misto, e Pietro Macconi, proveniente da Fratelli d’Italia. Entrambi con un passato in Alleanza Nazionale, formalizzeranno la scelta in una conferenza stampa al Pirellone, dove verrà annunciata anche la nascita del gruppo in Consiglio regionale.
Vannacci alza la voce: “In tempo di crisi i romani eleggevano un dittatore”
Roberto Vannacci, fondatore e leader di Futuro Nazionale, ha sfruttato l’inaugurazione a Verona per chiarire la posizione del partito e i suoi progetti futuri. L’ex generale e parlamentare europeo non ha esitato a prendere posizione sul dibattito politico in corso, in particolare sull’ipotesi di elezioni anticipate: “Quando c’era la Repubblica romana, nei periodi di crisi si prolungavano i mandati, si eleggeva addirittura un console che funzionava come un dittatore. Sarebbe quasi paradossale che in un momento di crisi si faccia cadere un governo. Ci si mette nella situazione di non decidere, quando invece c’è bisogno di decidere con più risolutezza. Sarebbe una decisione sicuramente poco assennata”.
Sulla legge elettorale, Vannacci si è mostrato scettico: Futuro Nazionale punta a riportare in auge le preferenze, perché oggi, ha detto, i rappresentanti vengono decisi dalle segreterie di partito e non direttamente dai cittadini, una situazione lontana dalla vera democrazia.
Futuro Nazionale: alleanze solo a condizioni precise
Dal palco di Verona sono arrivate indicazioni chiare sulle alleanze politiche nel centrodestra. Vannacci ha sottolineato che aprirà spazi di collaborazione solo se gli altri partiti si “allineano alle nostre linee rosse”, cioè ai valori e ai principi più forti della destra. Su questo punto il leader insiste, sottolineando come il partito, in appena tre mesi, stia già raccogliendo consensi proprio grazie a questa chiarezza.
Continua, spiegando la strategia per le prossime elezioni: nel 2026 Futuro Nazionale non presenterà liste proprie alle amministrative, ma alcuni iscritti correranno in liste civiche focalizzate su temi condivisi, come a Vigevano. Per il 2027, invece, l’idea è di scendere in campo con un candidato proprio, scegliendo la formula migliore per le comunali di Verona.
Vannacci su Marina Berlusconi: “Non mi risulta che faccia politica”
Le domande dirette a Vannacci su temi delicati come i presunti veti politici non sono mancate. Riguardo alle voci su un possibile veto di Marina Berlusconi, il leader di Futuro Nazionale ha risposto: “Chi è Marina Berlusconi? Non mi risulta sia capo di un partito politico. Oppure stiamo dicendo che Forza Italia è un partito eterodiretto dal potere dei soldi e dell’editoria?“. E ha chiuso lapidario: “Perché dovrei rispondere a qualcuno che non fa politica?”.
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