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Via libera al decreto sicurezza: 162 sì, ma la Camera si spacca su “Bella ciao”

Il provvedimento è stato convertito in legge con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto, al termine di una seduta fiume

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Decreto sicurezza

Decreto sicurezza | Pixabay @Photo_Beto - alanews

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Il via libera definitivo al decreto sicurezza è arrivato dopo una lunga maratona parlamentare durata due giorni e chiusa con il voto di fiducia. Il provvedimento è stato convertito in legge con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto, al termine di una seduta fiume che ha scandito l’intero iter alla Camera.

Il voto finale sul decreto sicurezza

Il decreto sicurezza è stato approvato dall’Aula di Montecitorio al termine di un percorso accelerato, segnato dal ricorso alla fiducia e da un dibattito prolungato per due giorni consecutivi. La conclusione della discussione è arrivata nella mattinata del 24 aprile 2026.

Ai banchi del governo erano presenti il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, entrambi seguiti con attenzione nel corso delle fasi finali del voto.

Il decreto sicurezza e il correttivo sui rimpatri volontari

In parallelo alla votazione, il Consiglio dei ministri si è riunito in forma rapida per approvare un decreto legge collegato alle misure sui rimpatri volontari assistiti. Il provvedimento introduce modifiche operative al decreto sicurezza appena convertito.

Tra le novità principali figura la revisione del contributo di 615 euro destinato a chi assiste le procedure di rimpatrio: il pagamento viene ora legato alla conclusione del procedimento amministrativo e non più all’effettiva partenza del migrante. Inoltre, viene ampliata la platea dei soggetti coinvolti, eliminando l’obbligo che l’assistenza sia fornita esclusivamente da avvocati.

Secondo una nota di Palazzo Chigi, vengono inoltre soppressi i riferimenti al Consiglio Nazionale Forense come interlocutore del Ministero dell’Interno. La definizione dei criteri per i soggetti abilitati e per i compensi sarà affidata a un decreto del ministro competente.

Proteste in Aula sul decreto sicurezza

Durante le fasi finali della seduta, le opposizioni hanno inscenato una protesta esponendo cartelli con la scritta “La nostra sicurezza è la Costituzione”. Il clima in Aula si è fatto teso mentre proseguiva la discussione sul provvedimento.

Nel corso della giornata si sono susseguiti interventi e iniziative simboliche legate anche alla ricorrenza del 25 aprile, con richiami espliciti ai valori costituzionali e al tema della sicurezza.

Inni e tensioni politiche tra maggioranza e opposizione

In un momento particolarmente simbolico, i deputati del centrodestra hanno intonato l’Inno d’Italia, gesto poi seguito dall’intero emiciclo, con tutti i parlamentari in piedi. La scena è stata letta come un momento di unità formale all’interno dell’Aula.

Subito dopo, però, la tensione è riemersa. Il vicepremier Matteo Salvini ha criticato l’intonazione di “Bella ciao” da parte delle opposizioni, definendo l’episodio poco rispettoso nei confronti dell’Inno nazionale e del contesto istituzionale della seduta.

Le posizioni delle opposizioni e il richiamo al 25 aprile

Dal fronte progressista, Nicola Fratoianni ha contestato le accuse di divisione, sottolineando come il riferimento a “Bella ciao” si inserisca nella tradizione antifascista italiana e nei valori della Costituzione. Il deputato ha inoltre richiamato il significato del 25 aprile come elemento fondante della democrazia repubblicana.

Anche Chiara Gribaudo del Partito Democratico ha difeso l’iniziativa delle opposizioni, spiegando che il canto è stato intonato in segno di protesta contro un decreto ritenuto incostituzionale e in prossimità della Festa della Liberazione.

Le repliche del centrodestra

Dalla maggioranza sono arrivate risposte critiche, tra cui quella del deputato Gianfranco Rotondi, che ha accusato le opposizioni di voler alimentare divisioni. L’intervento ha ricevuto applausi dai banchi del centrodestra e contestazioni dagli schieramenti opposti.

Rotondi ha inoltre respinto l’idea di sottoporre il centrodestra a valutazioni politiche sul significato del 25 aprile, rilanciando l’accusa di strumentalizzazione del tema.

Salvini: “Una giornata positiva nonostante le tensioni”

Il leader della Lega ha commentato positivamente l’approvazione del decreto sicurezza, definendola una giornata significativa per il governo e per il Paese, pur in un contesto internazionale complesso.

Salvini ha ribadito la soddisfazione per l’approvazione del provvedimento, sostenendo che le nuove misure avranno un impatto concreto nella gestione della sicurezza sul territorio e nelle politiche migratorie.

Le critiche del PD al decreto sicurezza: “Un provvedimento inefficace”

Dal Partito Democratico è arrivata una valutazione fortemente negativa del decreto, considerato il quarto intervento normativo sul tema sicurezza adottato dall’esecutivo. Secondo i democratici, il ripetersi dei provvedimenti rappresenterebbe un segnale di inefficacia delle misure finora adottate.

Le critiche hanno riguardato anche l’impianto generale della legge, giudicato troppo centrato sull’inasprimento delle pene senza affrontare in modo strutturale le esigenze reali di sicurezza dei cittadini.

Nel corso del dibattito, l’opposizione ha inoltre denunciato una compressione del confronto parlamentare, parlando di un processo decisionale forzato e di un “pasticcio istituzionale” dal punto di vista delle procedure legislative.

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