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“Falsissimo”, Codacons deposita nuovo atto: chiesti accertamenti su diffusione video intimi

L’associazione chiede accertamenti su presunte violazioni di privacy e revenge porn legate al programma, sottolineando la necessità di tutelare dignità e diritti digitali

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Fabrizio Corona condannato per evasione

Fabrizio Corona | alanews

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Milano, 31 dicembre 2025 – Il Codacons ha depositato un nuovo atto presso la Procura della Repubblica di Milano nell’ambito della vicenda legata al format televisivo “Falsissimo” e al caso Signorini, riconducibile a Fabrizio Corona. L’atto segnala fatti potenzialmente integranti il reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, previsto dall’articolo 612-ter del codice penale, noto come revenge porn, oltre a ipotesi di ulteriori illeciti penali e possibili violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali, con riferimento alla diffusione di immagini intime.

Nuovo atto contro “Falsissimo”

Secondo quanto riferito dal Codacons, il documento riguarda la diffusione non autorizzata di contenuti di natura intima e la loro divulgazione tramite piattaforme digitali e canali a larga diffusione. Contestualmente, il Codacons e l’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi si sono costituiti parti offese nel procedimento.

Il deposito del nuovo atto si inserisce in un più ampio percorso di iniziative avviato nei giorni scorsi, che ha previsto:
– un esposto alla Procura di Milano per accertare eventuali profili di rilevanza penale relativi alle condotte denunciate da Fabrizio Corona;
– un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;
– una formale diffida a Mediaset, con richiesta di sospensione cautelativa della nuova edizione del programma coinvolto.

Tutela della dignità e tutela legale

Il Codacons ha sottolineato come l’azione intrapresa non abbia finalità di tutela di interessi individuali, ma risponda all’esigenza di salvaguardare la dignità, la riservatezza e l’identità personale, anche qualora si tratti di soggetti noti o personaggi pubblici. Nel testo dell’atto si legge:

“La diffusione di immagini e/o video a contenuto intimo, ove accertata come avvenuta in assenza di consenso e mediante strumenti idonei a raggiungere un pubblico indeterminato, appare idonea a determinare una lesione grave e difficilmente reversibile della dignità della persona, nonché a incidere negativamente sul corretto utilizzo dei mezzi di comunicazione digitale.”

Codacons e Assoutenti hanno pertanto richiesto all’Autorità Giudiziaria di condurre tutti gli accertamenti necessari sulle modalità di acquisizione, conservazione e diffusione dei materiali contestati, sulla presenza o meno del consenso della persona ritratta e sull’eventuale concorso di ulteriori fattispecie penalmente rilevanti e violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali.

L’intervento giudiziario, secondo le associazioni, assume un valore che va oltre il singolo episodio, configurandosi come un presidio di legalità e come affermazione dei limiti invalicabili tra informazione, intrattenimento e abuso, a tutela non solo delle persone direttamente coinvolte, ma dell’intera collettività degli utenti e dei consumatori.

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