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Nigeria, gli analisti: “Nessuna evidenza che i cristiani siano uccisi più dei musulmani”

Secondo fonti indipendenti, la violenza in Nigeria colpisce sia cristiani che musulmani senza distinzioni significative, smentendo narrazioni di persecuzioni mirate

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Oltre 10mila morti in 2 anni in Nigeria

Oltre 10mila morti in 2 anni in Nigeria | Pixabay @OleksiiLiskonih - alanews

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Roma, 26 dicembre 2025 – Nel contesto della crescente attenzione internazionale sulla situazione di sicurezza in Nigeria, analisti e gruppi di monitoraggio della violenza nel Paese africano hanno dichiarato che non esistono prove concrete che i cristiani vengano uccisi in misura maggiore rispetto ai musulmani, nonostante la percezione diffusa di un massacro mirato. La Nigeria è infatti divisa quasi equamente tra i due principali gruppi religiosi.

Contestualizzazione della violenza

Secondo la BBC, che ha ripreso le dichiarazioni dei gruppi di analisti, la narrazione di una persecuzione esclusiva dei cristiani non trova riscontri nei dati sulle vittime della violenza. In particolare, Daniel Bwala, consigliere del presidente nigeriano Bola Tinubu, ha sottolineato che i gruppi jihadisti, tra cui Boko Haram e lo Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale (ISWAP), non discriminano in base alla religione, uccidendo persone di tutte le fedi. Il presidente Tinubu ha ribadito che le sfide alla sicurezza stanno colpendo in modo trasversale sia i musulmani sia i cristiani in tutte le regioni del Paese.

La violenza jihadista è concentrata soprattutto nel nord-est della Nigeria, dove Boko Haram e ISWAP hanno seminato il caos per oltre un decennio, causando migliaia di morti, perlopiù musulmani secondo l’analisi del gruppo Acled che monitora la violenza politica globale. Nel centro della Nigeria, invece, si registrano frequenti scontri tra pastori musulmani e agricoltori cristiani, spesso per motivi legati all’accesso a risorse fondamentali come l’acqua e i pascoli, con episodi di violenza reciproca che hanno causato ulteriori perdite di vite umane.

Attacco Usa all’Isis in Nigeria e dichiarazioni di Donald Trump

In risposta agli attacchi terroristici, gli Stati Uniti hanno condotto raid aerei contro obiettivi dell’Isis in Nigeria, annunciati dal presidente statunitense Donald Trump come misura punitiva contro il massacro dei cristiani. Trump, che è tornato alla presidenza nel 2025, ha dichiarato tramite il suo social Truth: “Sotto la mia guida, il nostro Paese non permetterà al terrorismo islamico radicale di prosperare”. Il presidente ha definito l’operazione militare “potente e letale”, affermando che il Pentagono ha eseguito numerosi attacchi “perfetti” contro la “feccia terroristica” che ha preso di mira “principalmente cristiani innocenti”.

Un primo piano del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Donald Trump | Shutterstock.com

Tuttavia, le valutazioni indipendenti e le organizzazioni per i diritti umani insistono nel sottolineare che la violenza in Nigeria non risparmia alcun gruppo religioso in modo sproporzionato, evidenziando la complessità del conflitto e la pluralità delle vittime coinvolte.

L’episodio sottolinea la delicatezza della situazione nel Paese africano, diviso tra dinamiche di conflitto religioso, territoriale e socioeconomico, e la necessità di un’analisi rigorosa e basata su dati concreti per orientare le risposte politiche e militari internazionali.

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