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Mondiali 2026, fosse comuni vicino allo stadio in Messico: oltre 400 corpi

Il ritrovamento shock nei pressi dello stadio Akron riaccende l’allarme sulla crisi di sicurezza a Jalisco, epicentro della guerra tra cartelli e sparizioni forzate

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Mondiali 2026, fosse comuni vicino allo stadio in Messico: oltre 400 corpi

Mondiali 2026, fosse comuni vicino allo stadio in Messico: oltre 400 corpi

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Messico, 5 dicembre 2025 – Il ritrovamento di fosse comuni con oltre 400 cadaveri nelle vicinanze dello stadio Akron, che ospiterà alcune partite dei Mondiali di calcio 2026, ha acceso i riflettori su una delle situazioni più drammatiche legate alle sparizioni forzate nello stato di Jalisco. Questa regione è storicamente teatro di violenze legate al narcotraffico, con la presenza predominante del Cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG), una delle organizzazioni criminali più potenti e sanguinarie del Messico.

Le fosse comuni vicino allo stadio Akron

Il ritrovamento è avvenuto nelle aree limitrofe allo stadio Akron di Guadalajara, uno degli impianti principali scelti per ospitare la Coppa del Mondo FIFA 2026, che si svolgerà per la prima volta in tre Paesi: Canada, Messico e Stati Uniti. La scoperta di oltre 400 corpi, molti dei quali probabilmente vittime di esecuzioni legate ai conflitti tra cartelli, ha scosso profondamente la comunità internazionale, poiché si manifesta la brutalità del conflitto tra il CJNG e altri gruppi rivali, in particolare il Cartello di Sinaloa.

Le autorità locali e federali continuano le indagini per identificare le vittime e stabilire le circostanze esatte di queste morti, ma la portata del ritrovamento evidenzia la grave crisi di sicurezza che affligge Jalisco, un territorio strategico per il traffico di droga e il controllo dei corridoi di passaggio verso gli Stati Uniti.

Il Cartello di Jalisco Nueva Generación e i “campi della morte”

Il CJNG, fondato nel 2009 e guidato dal latitante Nemesio Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, è noto per la sua ferocia e per il controllo esercitato su vaste aree del Messico, compresa la città di Guadalajara. Recentemente, la polizia messicana ha intensificato la caccia a due dei suoi principali dirigenti: Gonzalo Gaytán, soprannominato El Sapo o El 90, e Francisco Haro, alias La Gallina. Entrambi sono accusati di aver organizzato vere e proprie “camere della morte” dove venivano eliminate persone considerate traditrici o minacce interne al cartello.

Le indagini sono state avviate dopo il ritrovamento di centinaia di effetti personali in un ranch di Teuchitlán, ritenuto uno dei “campi di sterminio” gestiti dal cartello. Gonzalo Gaytán, in particolare, è considerato responsabile di una sanguinosa imboscata nel 2015 che causò la morte di 15 agenti federali, oltre a essere coinvolto in omicidi di alto profilo, tra cui quello di un ex governatore. Secondo gli inquirenti, Gaytán reclutava sicari mediante falsi annunci di lavoro nel settore della sicurezza, costringendo i giovani ad arruolarsi nel narcotraffico e punendo con la morte chi si rifiutava.

Mondiali 2026

La Coppa del Mondo FIFA 2026 si svolgerà dal 11 giugno al 19 luglio, con un formato ampliato a 48 squadre e 104 partite, ospitate in 16 stadi distribuiti tra Canada, Messico e Stati Uniti. Lo stadio Akron a Guadalajara sarà uno dei tre impianti messicani coinvolti. Nonostante l’entusiasmo per un evento sportivo di tale portata, la scoperta delle fosse comuni mette in evidenza un contrasto estremamente crudo tra la celebrazione globale e la realtà di una regione lacerata dalla violenza.

Le autorità messicane hanno ammesso criticità nelle indagini e nella gestione locale, con sospetti di collusioni tra alcuni funzionari e i gruppi criminali. Nel frattempo, l’opinione pubblica internazionale chiede maggiore trasparenza e un impegno più deciso per garantire la sicurezza in vista dell’evento mondiale.

Il conflitto tra il CJNG e i cartelli rivali continua a causare un altissimo numero di vittime, rendendo Jalisco una delle aree più pericolose del Messico. Il calcio, simbolo di unità e passione, si trova così a dover convivere con un’ombra pesante di sangue e dolore, che si estende fino ai giorni nostri e rischia di oscurare la festa dello sport più seguito al mondo.

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