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Meta rischia nuove sanzioni. Per la Commissione europea le modifiche proposte dal colosso sono insufficienti

La Commissione Europea giudica ancora non conforme il modello pay-or-consent di Meta su Facebook e Instagram rischio di nuove pesanti sanzioni per violazione del Digital Markets Act

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Il logo di Meta di uno smartphone

Meta | Shutterstock

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Bruxelles, 2 settembre 2025 – La Commissione Europea ha reso noto che le modifiche proposte da Meta per conformarsi alla normativa sui mercati digitali (Digital Markets Act, DMA) sono state ritenute insufficienti, lasciando aperta la possibilità di nuove sanzioni contro il colosso tecnologico statunitense. La disputa riguarda principalmente il controverso modello “pay-or-consent” adottato da Meta sulle piattaforme Facebook e Instagram, che continua a suscitare perplessità tra le autorità comunitarie.

Il modello “pay-or-consent” e le sanzioni già inflitte

Il modello “pay-or-consent”, introdotto da Meta nel 2023, obbliga gli utenti a scegliere tra pagare un abbonamento per utilizzare i servizi senza pubblicità o acconsentire all’uso dei propri dati personali per ricevere pubblicità personalizzata. La Commissione Europea ha già multato Meta nel aprile 2025 con una sanzione di 200 milioni di euro per non aver rispettato le norme tra novembre 2023 e novembre 2024. Nonostante alcune modifiche minime volte a ridurre l’uso di dati personali per la pubblicità, Bruxelles ha giudicato tali interventi insufficienti a garantire la piena conformità al DMA.

Un portavoce della Commissione ha sottolineato che il dialogo con Meta prosegue, ma che le sanzioni periodiche restano sul tavolo come misura deterrente: “Sanzionare non è l’obiettivo finale della Commissione. Il nostro scopo è la conformità da parte di tutte queste piattaforme a beneficio di cittadini e imprese”. Nel frattempo, la società guidata da Mark Zuckerberg continua a sostenere di rispettare gli obblighi previsti dalla normativa.

Nuove accuse e possibili sanzioni giornaliere da 5% del fatturato

Secondo fonti vicine a Bruxelles, salvo cambiamenti dell’ultimo momento, la Commissione Europea è pronta a formalizzare nuove accuse contro Meta entro le prossime settimane. In caso di mancata adeguata conformità, la multinazionale rischia sanzioni giornaliere fino al 5% del fatturato mondiale medio, calcolate a partire dal 27 giugno 2025. Considerando il fatturato globale di Meta, che nel 2023 ha raggiunto i 134,9 miliardi di dollari, tali multe potrebbero tradursi in milioni di euro al giorno.

Potrebbe interessarti anche questa notizia: Meta sotto accusa per linee guida AI controverse. Conversazioni improprie con i minorenni

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