Roma, 2 gennaio 2026 – L’anno 2026 si preannuncia cruciale per l’innovazione tecnologica, con un focus particolare su intelligenza artificiale (IA), tecnologie indossabili, quantum computing e sicurezza digitale per i minori sui social network. A tracciare i principali trend è Valeria Portale, Direttrice del Center for Digital Envisioning del Politecnico di Milano, che sottolinea come il mondo digitale si stia evolvendo verso un sistema integrato in cui infrastrutture, software e dati interagiscono sinergicamente.
IA sotto la lente e il ruolo delle tecnologie indossabili
Dopo un periodo di grande entusiasmo, l’IA nel 2026 sarà messa alla prova nella sua capacità di garantire sostenibilità economica e ambientale. Gli investimenti globali, stimati dalla società di analisi Gartner in circa due trilioni di dollari, spingono le aziende a richiedere risultati concreti, con l’obiettivo di evitare una possibile bolla finanziaria.
Parallelamente, si assiste al progressivo superamento dello smartphone come principale dispositivo di interazione, grazie al successo crescente delle tecnologie indossabili. Tra queste spiccano gli occhiali smart, sviluppati presso lo Smart Eyewear Lab di Milano, nato dalla collaborazione tra EssilorLuxottica e Politecnico di Milano con un investimento superiore ai 50 milioni di euro. Qui si lavora per trasformare gli occhiali in vere e proprie piattaforme tecnologiche, mantenendo però la loro forma tradizionale per garantire comfort e stile agli utenti. Gli ultimi modelli, come i Ray-Ban Meta e i Nuance Audio, puntano a integrare funzioni avanzate di interazione visiva, comandi gestuali e monitoraggio della salute, amplificando le potenzialità rispetto allo smartphone.
Quantum computing e verifica dell’età online: nuove frontiere della sicurezza digitale
Sul fronte della cybersicurezza, il quantum computing si appresta a uscire dalla fase teorica per offrire soluzioni di protezione avanzate, in particolare nei settori critici della difesa e della finanza.
Un altro tema di rilievo riguarda la verifica dell’età per l’accesso ai social network, un aspetto centrale per la tutela dei minori. Dopo il divieto di accesso ai minori di 16 anni introdotto in Australia, diversi paesi europei – tra cui Italia, Francia, Spagna, Grecia e Danimarca – stanno programmando la sperimentazione di un’app congiunta per la verifica dell’età online, con l’obiettivo di salvaguardare la sicurezza dei più giovani nel mondo digitale.
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