Roma, 20 aprile 2026 – Adriano Panatta, leggenda del tennis italiano e commentatore esperto, torna a parlare con fermezza su due dei protagonisti più discussi del panorama tennistico attuale: Carlos Alcaraz e Flavio Cobolli. Le sue parole, arrivate nel corso di un’intervista recente alla nuova Ds, offrono un quadro schietto e approfondito della situazione attuale di questi giovani talenti, con un focus particolare sulle dinamiche di allenamento e crescita sportiva.
Panatta punta il dito sulla crisi di Alcaraz
Secondo Panatta, il campione spagnolo Carlos Alcaraz sta attraversando un momento di difficoltà che va oltre la superficie del campo: “È in crisi per un motivo preciso, e bisogna ammetterlo senza giri di parole“. Il motivo, a suo dire, risiede nella scelta di Alcaraz di separarsi dal suo storico allenatore Juan Carlos Ferrero, figura fondamentale nella sua ascesa. Panatta sottolinea l’importanza del legame tra giocatore e coach, definendolo “viscerale” e basato su una dedizione totale: “Gli allenatori rinunciano alla loro vita personale per seguire i giocatori ogni giorno, e un coach deve essere soprattutto un esperto di tennis, capace di guidarti al salto di qualità giusto per la tua età“. Il ritorno con Ferrero, aggiunge Panatta, sarebbe auspicabile per Alcaraz, nonostante il successo già raggiunto dal 22enne spagnolo, che vanta un palmarès impressionante con 26 titoli ATP e 7 Slam.
Lode a Cobolli: il nuovo modello italiano
Molto più positivo il giudizio di Panatta su Flavio Cobolli, giovane promessa del tennis italiano. L’ex campione romano lo definisce “non solo un grande tennista, ma anche un grande uomo”, sottolineando il suo lato umano e la vicinanza a chi ha vissuto situazioni difficili: “La sua emozione dopo aver battuto Zverev, dedicando la vittoria a un amico colpito da una disgrazia, è stata anche la nostra emozione“. Cobolli, pur con la recente sconfitta in finale contro Shelton, ha dimostrato di saper competere ad alti livelli, specie su superfici diverse come la terra rossa tedesca, più veloce rispetto a quella mediterranea.
Panatta infine collega Cobolli a un fenomeno più ampio, quello dei giovani italiani che si ispirano a Jannik Sinner: “Cobolli imita Sinner e lo fa molto bene. Ha la gamba da calciatore, un’eredità della sua esperienza nelle giovanili della Roma, ed è un elemento che lo aiuta molto in campo“. L’Italia, secondo Panatta, è oggi una potenza sportiva grazie a questi talenti e ai maestri che li seguono con passione e rigore, come Piatti per Sinner, Santopadre per Berrettini e Tartarini per Musetti.
Le parole di Panatta offrono uno spaccato prezioso sulle strategie di crescita dei giovani tennisti e sulle sfide che attendono sia Alcaraz sia i nuovi talenti italiani come Cobolli nel panorama internazionale.






