Roma, 20 aprile 2026 – In Italia, la Malattia Renale Cronica (MRC) interessa circa 5 milioni di persone, ma secondo dati recenti solo una su tre riceve una diagnosi corretta. Questa patologia, spesso silenziosa nelle sue fasi iniziali, può progredire fino a causare insufficienza renale avanzata, con conseguente necessità di dialisi o trapianto. Per affrontare questa emergenza sanitaria, è stato lanciato il progetto Premio – Progetto per la gestione integrata della MRC, una collaborazione tra la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) e la Società Italiana di Nefrologia (Sin).
Un progetto per migliorare la diagnosi precoce e la gestione della malattia
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di diffondere la diagnosi precoce della malattia renale cronica in tutto il territorio nazionale, promuovendo una rete integrata di collaborazione tra medici di medicina generale e nefrologi. Alessandro Rossi, Presidente di Simg, sottolinea: «Con il progetto vogliamo costruire una rete capillare di professionisti che lavorino insieme sul territorio. Si partirà dalla formazione di coppie di medici e nefrologi referenti regionali, che fungeranno anche da formatori per diffondere competenze e strumenti operativi».
Il progetto, che si svilupperà nel triennio 2026-2028, prevede una fase iniziale dedicata alla formazione dei formatori, seguita da 24 corsi territoriali e da una formazione digitale attiva tra giugno e dicembre 2026.
L’importanza della diagnosi precoce per rallentare la progressione della MRC
Luca De Nicola, Ordinario di Nefrologia presso l’Università della Campania Luigi Vanvitelli e Presidente Sin, evidenzia come «le evidenze scientifiche recenti dimostrano che è possibile rallentare la progressione della malattia, ritardando anche di 25 anni la necessità di dialisi». Inoltre, anticipare la diagnosi consente di ridurre il rischio cardiovascolare e di permettere l’accesso a terapie salvavita per altre patologie associate.
La collaborazione tra medicina generale e specialistica rappresenta un passaggio strategico fondamentale per migliorare la gestione complessiva della MRC, offrendo ai pazienti percorsi di cura più efficaci e personalizzati.






